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SCUOLA/ Liceo o istituto tecnico, non fatevi ingannare dal mito della "cultura"

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Non è perciò un caso e neppure un’idea troppo bislacca che sembri ai più ragionevole e sufficientemente probante fare riferimento all’esperienza scolastica appena conclusa, semplificandone la morale con la sentenza: “Se a scuola te la sei cavata bene, vai al liceo, se soltanto così così all’istruzione tecnica, se per il rotto della cuffia alle professionali, se non hai concluso nulla e sei già oltre il tempo massimo, lascia perdere”.

 

Ciò provoca immediatamente una preselezione sbagliata, non solo perché sottovaluta l’impegno richiesto per i percorsi secondari superiori che richiedono tutta una seria motivazione allo studio, sia pure su contenuti e metodologie diverse, ma ancor più perché determina una graduatoria impropria tra valenze culturali dei licei e valenze culturali degli istituti tecnici, che non corrisponde alla realtà del mondo moderno, in cui saperi totalmente estranei alla formazione liceale, che li sospinge al livello universitario, sono invece già presenti in misura significativa nei corsi di studio dell’istruzione tecnica, aiutando i discenti a maturare una comprensione della realtà contemporanea per molti versi più articolata e complessa.

 

Penso in proposito alla consistente presenza delle scienze e delle loro potenziali integrazioni nella soluzione di problemi che si vengono realmente ponendo in vista di applicazioni, tecniche e tecnologiche, che stanno profondamente modificando non solo il nostro modo di produrre beni, servizi e ricchezza, ma anche il nostro modo di vivere, pensare e comunicare. Penso allo studio dell’economia, della gestione delle aziende, del diritto anche nelle sue più concrete ricadute.

 

Mi sembra difficile sostenere che non si tratta di cultura, dato che ci toccano continuamente da vicino, obbligandoci a riflettere su noi stessi, sul nostro prossimo, sul nostro rapporto con la natura, sul cammino della storia, sulla produzione letteraria. Ingredienti questi ultimi che peraltro non mancano nei piani di studio degli istituti tecnici, con tutte le loro potenzialità formative, anche se comportano una sensibilità e un approccio di tipo diverso, e modalità didattiche e di studio consapevoli del contesto in cui si collocano, perché nella formazione sempre e tutto si tiene.

 

E se poi c’è anche il vantaggio di acquisire conoscenze e competenze immediatamente spendibili già al termine del percorso secondario superiore, e non perché l’ha deciso il legislatore, ma perché il sistema produttivo è fatto così, tanto meglio, vuol solo dire che si uscirà prima dall’adolescenza e si diventerà prima autonomi e padroni di sé.

 

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COMMENTI
23/05/2010 - semplici e vere parole (Antonio Servadio)

Semplici e vere parole. Verissime, encomiabili. La scelta deve corrispondere alle predilezioni del ragazzo per quanto concerne aspirazioni, tematiche, inclinazioni personali, emozioni. Il successo del percorso e degli obbiettivi dipende soprattutto da tali coerenze, non da una presunta graduatoria di scuole più o meno blasonate. Vale la stessa regola per eventuali studi sucessivi, dopo la scuola superiore.

 
18/05/2010 - Tra il dire e il fare ... (enrico maranzana)

"Ma proprio la prospettiva del fare IMPONE che ogni aula diventi soprattutto un laboratorio, in tutti i tipi di scuola e per tutte le discipline". Si tratta di un enunciato del tutto coerente con le indicazioni metodologiche enunciate dai nuovi regolamenti, enunciate ma subito, clamorosamente contraddette. E' sufficiente leggere i verbi che caratterizzano i profili di fine ciclo oppure valutare l'orientamento delle linee guida per costatare la marginalità riservata ai processi d'apprendimento: il fatto non sarebbe tanto grave se le vigenti disposizioni sull'autonomia, che fondano il servizio sulla progettazione, non fossero eluse. E' proprio vero, non bisogna farsi ingannare dal mito della cultura: si deve chiedere all'istituzione l'esatta enunciazione dei traguardi, la formulazione di efficaci strategie e, soprattutto, la costante e sistematica pratica del feed-back.