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SCUOLA/ Le prove Invalsi, un aiuto alle scuole contro l’appiattimento generale

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A che cosa servono queste rilevazioni? Perché inserirle nel lavoro quotidiano che gli insegnanti fanno nelle classi? Lo scopo di un sistema di rilevazione esterno degli apprendimenti è, innanzitutto, quello di offrire un punto di paragone rispetto a cui ogni scuola, ogni classe, ogni insegnante può riflettere sul proprio lavoro. Forse è il caso di evidenziare che i quadri di riferimento in base ai quali sono state costruite le prove INVALSI tengono conto dei programmi attualmente vigenti in Italia, di quello che si fa quotidianamente a scuola ed hanno sullo sfondo le grandi indagini internazionali; non solo quella più nota sulle competenze dei quindicenni (PISA), ma anche quelle che indagano sulla capacità di lettura dei bambini di 9 anni (PIRLS) e quelle che prendono in considerazione il livello di apprendimento di matematica e scienze negli alunni di 9 e 13 anni (TIMSS). Sono prove messe a punto da docenti che insegnano a scuola. Prove che prima di entrare nel fascicolo finale sono state provate sul campo lo scorso anno su di un campione rappresentativo di studenti.

 

Domenica scorsa mi è capitato di raccontare questa storia ad un gruppo di genitori che sedevano vicino a me, durante il pranzo per la prima comunione di mia nipote, nulla di più lontano dall’INVALSI. Tutto è partito da una mamma che comincia a raccontare del figlio di quinta elementare. Riporto le sue parole esatte: «Dopo la prima prova INVALSI, Edoardo mi ha detto che era andato tutto bene e poi ha precisato: -Una parte, quella della lettura del testo, è stata semplice; le domande invece erano ambigue. -Ambigue?- chiedo io. -Si, ambigue!-. Sollecitato a commentare il perché la prova fosse apparsa ambigua, Edoardo ha riportato il seguente esempio: -Cautamente, significa con prudenza oppure con attenzione?-. E così altre domande. -Tu capisci, mamma, che la risposta giusta è difficile perché i termini sono molto simili tra loro. Ho dovuto rileggere di nuovo il testo per capire».

 

Da qui ha preso l’avvio la discussione, a cui ha preso parte anche un chirurgo che sottolineava l’effetto positivo che il paragone con i dati relativi agli interventi svolti in altre sale operatorie può avere per il miglioramento degli esiti degli interventi (effetto Hawthorne). È stata la mamma che aveva introdotto il discorso a restituirmi il senso più rilevante di questa operazione. Continuo con le sue parole: «Da mamma e da persona adulta che rimane affascinata da chi fa buon uso della propria lingua, e la studia, e la cura, e l’apprezza, sono stata felice di vedere che fin dai primi anni di scuola si spronino i bambini a conoscere bene le parole ed il loro significato. Si insegni loro a distinguere una parola dall’altra anche se apparentemente e superficialmente esse appaiano simili. Si apprezzi la conoscenza di un vocabolario più ampio e si faccia lo sforzo mentale di cercare la parola giusta per l’espressione giusta. Si spinga i bambini a non essere superficiali, approssimativi. Tutto ciò in un mondo che invece per stile di vita e di gergo, tende sempre più ad appiattire tutto: idee, gusto, senso critico. La conoscenza e il ragionamento sono fondamentali per poter apprezzare la realtà. È molto importante che i bambini,già in tenera età,imparino il metodo con cui farlo».

 

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COMMENTI
20/05/2010 - Disagio i costi potevano essere ridotti! (annarita tiberio)

Rispondendo al Prof. Maranzana: difficile lavoro quelLo degli operatori INVALSI? Ho personalmente organizzato lo svolgimento delle prove nella mia scuola - secondaria di 1° grado - e per effettuare le prove secondo quanto richiesto - mancava solo l'obbligo del colore azzurro degli occhi del somministratore! - ho dovuto lavorare precedentemente per una settimana - anche rispondendo ai molti genitori contrari; il giorno delle prove per 4 ore i 610 alunni hanno tutti subìto cambiamenti di orari e in pratica l'attività è stata bloccata per una mattina! I docenti di lettere e matematica hanno compilato - con non poche difficoltà per i pallini piccoli e ravvicinati e soprattutto gratis e in aggiunta al loro orario di servizio - i diversi fogli risposta e oggi abbiamo finalmente consegnato il malloppo al corriere, dopo aver fatto almeno 400 fotocopie, sottratte a quelle che ci servono per la didattica! Un'intera scrivania è sommersa dai fascicoli contenenti i questionari; ma la scuola non ha più neanche i soldi per comprare il detergente per i bagni! C'è qualcosa che non va. I ricercatori Invalsi hanno probabilmente deciso che la statistica non esiste, altrimenti si poteva selezionare un campione significativo e la rilevazione, meno dolorosa per la scuola, era comunque significativa, invece abbiamo fatto il CENSIMENTO. Però i ricercatori Invalsi sono retribuiti in base al numero delle rilevazioni effettuate, e anche le pubblicazioni utilizzate sono pagate ugualmente...

RISPOSTA:

I ricercatori INVALSI sono dipendenti pubblici e percepiscono uno stipendio analogo a quello di un docente statale, ed è grazie alla loro competenza e dedizione che l’INVALSI è riuscito a gestire una rilevazione degli apprendimenti di così vasta portata. Lei ha perfettamente ragione. Per avere un quadro generale del sistema educativo, basterebbe una rilevazione campionaria degli apprendimenti, solo nel caso in cui si intenda restituire ad ogni scuola dei dati utili per riflettere sul proprio lavoro anche in termini comparativi, occorre coinvolgere la totalità degli studenti. È per raggiungere questo scopo che abbiamo richiesto la collaborazione di migliaia di insegnanti, dei dirigenti e delle segreterie delle scuole. L’attenzione e la precisione nel rispetto delle procedure non è una cattiveria inutile. Basta guardare la grande tradizione dell’Università di Cambridge che riesce a garantire nel campo della certificazione esterna delle competenze linguistiche una comparabilità a livello internazionale per capire che può farlo solo a patto del rispetto assoluto dei protocolli. Senza questa serietà non potremmo avere dati comparabili e attendibili. Disporre di prove che nascono da un quadro di riferimento pubblico e articolato sul quale è possibile effettuare comparazioni corrette e fondate all’interno della scuola, a livello nazionale e regionale non vale forse 400 fotocopie? Anche da un punto di vista puramente materiale, chiedere ai propri docenti di predisporre prove di questo tipo non sarebbe più dispendioso? A onore della cronaca posso concludere dicendo che questa rilevazione è costata circa 1 euro e mezzo a studente, a fronte di un costo marginale medio di circa 7000 euro ad alunno che lo stato sostiene ogni anno. Elena Ugolini

 
20/05/2010 - Zoomare per utilizzare il grandangolo (enrico maranzana)

Come non essere d'accordo sul fatto che le prove INVALSI offrono "un punto di paragone rispetto a cui ogni scuola, ogni classe, ogni insegnante può riflettere" ma, se ci caliamo nella quotidianità scolastica, dobbiamo costatare che l'opportunità offerta può essere sfruttata solo dagli insegnanti: le scuole e le classi, nonostante le disposizioni di legge, non hanno alcuna rilevanza operativa. Ben diversa sarebbe l'efficacia della fatica degli operatori INVALSI se le scuole fossero gestite in conformità della legge e dei dettami delle scienze del servizil'organizzazione e avessero a fondamento il previsto controllo (comparazione obiettivi.. risultati e capitalizzazione delle informazioni contenute negli scostamenti). Anche l'asserzione: "Chi fa buon uso della propria lingua, e la studia, e la cura, e l’apprezza, sprona i bambini a conoscere bene le parole ed il loro significato" apre uno scenario drammatico. Nelle linee guida per gli istituti tecnici e per i professionali che il ministero ha elaborato, infatti, sono presenti dei glossari la cui composizione deriva da attività copia-incolla da cui traspare, inequivocabilmente, l'accettazione acritica di traduzioni effettuate da persone prive di nozioni di pedagogia e di didattica (erogazione dell'apprendimento; competenza = capacità). Quanto lontano è il tempo in cui il ministro Franca Falcucci ha fatto corrispondere all'inglese Word Processor ... "Trattamento del testo" cassando la proposta … "Trattamento della parola".