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MATURITA’ / Il 60% degli studenti a rischio, alla fine potrebbero non farcela in 137mila

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LE RIPETIZIONI - Tanto vistosa che alcuni presidi tentano di mettere un freno. Al liceo Berchet di Milano per esempio c’è chi spende 50 euro per un’ora di greco, e chi prende ripetizioni di cui non ha bisogno - tutto in nero, ovviamente. Tanto che il preside del liceo classico, Innocente Pessina, ha invitato ufficialmente gli studenti a non farsi fregare, e i professori a non fare lezioni alle spalle del fisco.

 

NUOVO CALENDARIO - Anche allo scientifico Vittorini c’è stato un boom di lezioni private. Anche perché nel primo quadrimestre metà dei 153 studenti di quinta aveva insufficienze. E se l’anno scorso erano stati ammessi tutti, questa volta sarà dura. Un altro elemento di stress per i ragazzi è il calendario delle prove scritte, che prevede un solo giorno fra il secondo compito e la terza prova, non tre come da tradizione. E ancora non si conoscono i nomi dei professori commissari esterni: la data fissata dal ministero per la compilazione delle liste è oggi, ma il sistema va a rilento. Intanto, i sindacati di base hanno indetto uno sciopero nei primi due giorni di scrutini, per bloccare l’intera macchina delle maturità.

 

TOLLERANZA ZERO - Ma la «tolleranza zero» sulle insufficienze vale anche per l’ammissione all’esame di terza media. Per stemperare l’ansia fra gli studenti dell’ultimo anno, la preside della Cavalieri di Milano ha organizzato per l’11 giugno, ultimo giorno di scuola, un ballo con dj. Mentre gli insegnanti si arrovellano per decidere con quali criteri mettere i voti agli studenti, i professori del liceo linguistico Manzoni hanno invece la preoccupazione contraria: aspettano di sapere quali voti daranno loro gli studenti e le loro famiglie. Per volere dell’assessore comunale all’Istruzione, Mariolina Moioli, mamme e papà in questi giorni danno infatti la loro valutazione alla performance dei singoli docenti, imbucando schede anonime in un’urna in atrio. Un’iniziativa che ha provocato le proteste di alcuni professori.

(Pietro Vernizzi)

 

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