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SCUOLA/ 2. Quelle "abilità sconosciute" che sono una ricchezza per tutti

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Tom Hanks in Forrest Gump, di Robert Zemeckis (1994)  Tom Hanks in Forrest Gump, di Robert Zemeckis (1994)

Può un progetto, che per sua natura nasce con finalità, obiettivi, metodi e strumenti già preordinati - e, dunque, parrebbe immune da ogni sorpresa - diventare l’occasione per scoprire nuovi e inaspettati scenari? E, soprattutto, scenari “intensi” e commoventi?

Evidentemente sì, perché è proprio quanto è accaduto durante lo svolgimento del progetto finanziato dalla Regione Lombardia, “Disabilità e successo formativo: buone prassi e contributi per azioni formative di eccellenza” realizzato in collaborazione tra CdO Opere Educative e CFP San Giuseppe di Lodi.

La mission era quella di individuare e documentare le esperienze di accompagnamento all'inserimento lavorativo di persone disabili, in uscita dal percorso di scuola secondaria di secondo grado o di formazione professionale, attraverso una ricerca su tutto il territorio nazionale.

Ed è così che il progetto ha avuto inizio: contattando e andando a visitare numerose opere sociali, cooperative e centri di formazione professionale che si occupano di disabilità; passo passo, però, ha assunto la dimensione di una scoperta bella e toccante: il nostro paese è davvero ricco di realtà che hanno a cuore gli “ultimi”, persone che per vivere una vita dignitosa e soddisfacente - così come desidera legittimamente ognuno di noi - hanno bisogno di essere accudite, accompagnate, curate quotidianamente. Talvolta anche nello svolgimento di operazioni tanto elementari quanto ineludibili.

 

Quanti malati psichici, quante persone con disabilità ci sono “nelle pieghe” della nostra società. Quasi sempre nascosti al nostro sguardo perchè emarginati dalla società edonista e produttivista, ma ben presenti agli occhi e al cuore di chi se ne prende cura con infinita passione e attenzione.

In Italia vivono quasi 3 milioni di disabili; tanti sono limitati da difficoltà cognitive, anche gravi; tanti altri hanno problematiche motorie congenite o, non di rado, acquisite a causa di gravi eventi traumatici. Le famiglie, in molti casi, non hanno la possibilità, le capacità o le risorse per occuparsene a tempo pieno, come sarebbe invece necessario. Ed ecco, allora, l’importante contributo di queste cooperative sociali, fondazioni e associazioni, che affiancano le famiglie e le soccorrono, offrendo percorsi di formazione, centri diurni, laboratori protetti oltre a vere e proprie imprese che occupano persone con disabilità.

 

In tutte domina una grande attenzione alla dignità e al valore della persona, che non è, nè può essere, intaccata dalla menomazione, di qualunque natura o gravità essa sia; come, pure, una grande tenerezza e compassione - nel senso proprio del “patire insieme” - per questi fratelli e sorelle che portano una croce particolare. Persone che talvolta ti vengono incontro per un saluto, per una carezza, per stringerti la mano e dirti il loro nome, per renderti partecipe di ciò che stanno facendo; oppure, apparentemente chiuse nel loro misterioso mondo e nella loro sofferenza, ma ugualmente desiderose di essere guardate e amate.

 

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