BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Statali e paritarie, due pesi e due misure

Pubblicazione:

Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

 

 

Altro argomento è quello che lo Stato assicura il tempo pieno. È vero che i costi del tempo pieno che viene offerto in molte scuole statali sono inclusi nel computo dei noti 7.400 euro, ma va anche detto che tale offerta è presente in molte ottime paritarie senza raggiungere gli alti costi medi stimati per le scuole statali.

Un’altra obiezione si affaccia sulle questioni trattate: sembra che nei punteggi PISA le scuole indipendenti vadano meglio delle governative dappertutto tranne che in Italia.

 

A questo proposito bisognerebbe innanzitutto informare che nelle rilevazioni OCSE sono state inserite tra le paritarie i Centri di formazione professionale, che notoriamente raccolgono gli elementi scartati dal sistema educativo, i figli di stranieri di prima generazione, gli ultimi socialmente ed economicamente. Ma soprattutto, vale la pena riflettere sul fatto che gli alti costi della scuola statale sono comparabili non ai costi medio-bassi dei “diplomifici” ma a quelli delle migliori tra le paritarie: quelle con un progetto educativo alle spalle, che magari sono nate per iniziativa di genitori e docenti (interessante fenomeno che si sta sviluppando in diversi paesi europei), che offrono standard e strutture in grado di dare ottimi risultati anche in rapporto alle statali. Dunque i soldi pagati dal contribuente per la frequenza annuale di un alunno di scuola statale potrebbero assicurare l’accesso non a paritarie di livello mediocre ma a istituti di punta, capaci di ottime prestazioni anche in PISA.

 

Detto questo andrebbe tenuto presente che gli ingenti risparmi conseguibili attraverso un’effettiva parità della società civile in campo scolastico (su questo argomento attendiamo il prossimo lavoro della professoressa Ribolzi) potrebbero essere sistematicamente reinvestiti nelle scuole statali più carenti, a beneficio dell’intero sistema. Certo occorre un cambio di paradigma che la Fondazione Agnelli sembra abbia una certa riluttanza a compiere, anche perché si colloca ancora nell’ottica dello status quo.

Pertanto, il principale sforzo dovrebbe essere non appellarsi ad un’improbabile neutralità statistica per collocare, invece, esplicitamente il proprio punto di vista scientifico rispetto agli scenari e alle ipotesi di soluzione delle difficoltà. A nostro avviso, anche riconsiderando le preclusioni ideologiche verso una società civile che non può più essere vista come un pericoloso concorrente ma, semmai, come un valido partner per risolvere insieme, in regime di utile e reale concorrenza i problemi (grossi!) sul campo. 

 

 

 

 

 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
30/05/2010 - IDOLAS TRIBUS scuola PARITARIA (Daniele Prof Pauletto)

"modello burocratico-risorgimentale, che ormai fa acqua da tutte le parti..." modello di cui pure la scuola paritaria non ne è immune, ma immersa... "quando in classe possono avvenire episodi di violenza tra l’indifferenza amministrativa dei docenti, quando si allunga la scia degli abbandoni o dalla truancy": mi pare che anche nella scuola paritaria ci siano stati, ci siano fenomeni di bulllismo, violenza, segnalazioni di inefficienza/ indifferenza/ reticenza dei docenti... basta leggere i giornali locali. "La carenza della scuola di Stato è dunque strutturale": i dati Pisa/OCSE riportati ampiamente dal Rapporto Fondazione Agnelli, analisi del Veneto evidenziano per la suola pubblica veneta gradi ampiamente soddisfacenti anzi di eccellenza in alcuni ambiti. "Gli alti costi della scuola statale ...": anche per quando riguarda i costi la situazione varia da Regione a Regione. Le generalizzazioni servono solo a tirare acqua al proprio mulino.

 
30/05/2010 - mi sono stancato (giuseppe conidi)

Mi sento ancora preso in giro da tutti anche dai politici amici che quando ci sono le elezioni ti chiedono il voto e un impegno in prospettiva di un cambiamento di "programma" che non arriva mai. Mi riferisco al redditometro che deve tener conto anche dei figli che mandi nelle scuole paritarie. Sono impiegato statale e mia moglie impiegata, abbiamo quattro figli che dalla scuola media inferiore abbiamo iscritto alle scuole paritarie, il costo per diversi anni era equivalente allo stipendio mio di sette mensilità. Per sette mesi all'anno lavoravo per la scuola dei miei figli. Sono io ricco? Lo sono per altri motivi più importanti non certo economici.