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UNIVERSITA’/ Forte: cara Gelmini, la tua riforma rischia il ricorso alla Corte costituzionale

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

 

Va aggiunto che i ricercatori a tempo indeterminato dell’attuale ordinamento generalmente svolgono già funzione di docenza universitaria e il loro curricolo didattico, necessariamente, sarà più ricco di quello dei nuovi ricercatori a tempo determinato, che ancora non hanno prestato servizio nelle Università. I primi, quando conseguiranno un’abilitazione a professore di II o I fascia, avranno più anni di docenza universitaria e di esercizio di altre funzioni universitarie che i ricercatori a tempo determinato, la cui nomina è necessariamente più recente.

 

Una particolare grave disparità di trattamento emerge dall’articolo 9 paragrafo 5, con riguardo ai  ricercatori a tempo indeterminato non confermati nei confronti di ricercatori a tempo determinato, che abbiano ottenuto una idoneità a professore di II o (in via di pura ipotesi) di I fascia. Infatti essi potrebbero essere chiamati solo all’intermo delle quote di legge, mentre i ricercatori a tempo indeterminato, che avessero ottenuto un’idoneità, fruirebbero della chiamata diretta. Ora i ricercatori a tempo indeterminato non ancora confermati sono in realtà ancora a tempo determinato, in quanto solo dopo la conferma entrano in permanenza nei ruoli universitari. E ciò non ostante non fruirebbero della chiamata diretta che invece competerebbe ai ricercatori a tempo determinato.

 

 Mi sembra che da tutto ciò consegua che la norma dell’articolo 9, paragrafo 5 è viziata da incostituzionalità, in relazione all’articolo 3, comma 1 della Costituzione che stabilisce la parità di trattamento dei cittadini e all’articolo 97, comma 1, che stabilisce che i pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione. Questa norma sarà suscettibile di ricorso ai tribunali amministrativi e alla Corte costituzionale da parte di ricercatori a tempo indeterminato che subiscano una delle discriminazioni da essa stabilite. Una mina vagante che può far crollare l’intero impianto di questa nuova normativa con conseguenze negative che essa davvero non si merita, dato il pregevole contenuto innovativo, da cui è pervasa.

 

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