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SCUOLA/ Conoscenze vs. competenze: un’altra occasione persa?

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Secondo cambiamento indispensabile per poter parlare di competenza personale: avviarsi ad un utilizzo sistematico di una didattica laboratoriale vera, che tenga insieme esattamente i due elementi della dibattuta questione, il sapere e l’agire consapevole e responsabile che di esso si alimenta. Siamo molto lontani, nella sostanza più che nelle parole, da quelle attività laboratoriali insistentemente poste e riproposte nei Regolamenti e nelle Indicazioni. Anche in questo caso o ci mette d’accordo sul senso di questa espressione e ci si avvia ai non facili cambiamenti metodologici ed organizzativi che richiede, o ci si limita a rilanciare un concetto tanto evergreen, quanto inflazionato e privo di qualsiasi incidenza reale.

 

Terza ed ultima riflessione: è quasi un truismo affermare che, per avviarci sulla strada delle competenze personali, la preparazione degli insegnanti, iniziale e in servizio, sia strategica. Non è forse legittimo, allora, chiedersi perché un Decreto legislativo sulla formazione iniziale e in servizio dei docenti, costato tre anni di intenso lavoro bipartisan, praticamente concluso nei suoi aspetti organizzativi nel 2005, sia stato, prima, buttato al macero per non esaltanti interessi politici e sindacali e, subito dopo, totalmente ignorato per rinfocolare inutili e pericolosi revanchismi disciplinaristi e creare un vuoto normativo che inserisce un’ulteriore, inspiegabile deprivazione nel mondo della scuola? Non è altrettanto legittimo immaginare per un attimo a che punto professionale saremmo ora se non fosse mai stato firmato quell’inopinato accordo Aran-sindacati che, nell’estate 2006, a fronte di risorse economiche disponibili e di una normativa definita, ancorché migliorabile, dichiarò contrattualmente illegittima la figura del docente coordinatore-tutor?

 

 



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COMMENTI
08/05/2010 - Daghela avanti un passo (enrico maranzana)

Per individuare l'origine concettuale della frammentarietà dei nuovi regolamenti è sufficiente leggere il piccolo glossario allegato alle linee guida che il ministero ha redatto per gli istituti tecnici. Il lemma 3 postula l'EROGAZIONE DELL’APPRENDIMENTO, apprendimento che nella lingua e cultura italiana riguarda i processi generativi di duraturi cambiamenti del comportamento individuale (erogare – tripla sottolineatura blu). E qui casa l'asino: l'apprendimento rappresenta la finalità della scuola, definita dalla legge richiamata(53/2003) ma mal interpretata. "Raggiungere elevati livelli culturali e sviluppare le capacità e le competenze, attraverso conoscenze e abilità, generali e specifiche" afferma, senza ambiguità alcuna, la strumentalità di conoscenze e abilità, definizione che non solo "sciaguratamente" ma anche e soprattutto per negligenza, opportunismo, accidia è stata rimossa. Il necessario impianto riformatore sarebbe dovuto essere improntato in conformità a quanto è scritto nelle linee guida per gli istituti tecnici (intro 2): "è progressivamente cambiato il "focus" con cui sono studiati i processi. Al centro si colloca la gestione nel suo insieme, con le funzioni in cui si articola, sempre inquadrate in un'ottica sistemica". Nella sezione didattica di matematicamente.it - insegnare matematica dopo il riordino, è indicato l’oggetto del mandato che il ministro avrebbe dovuto conferire alla cabina di regia.