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SCUOLA/ Formazione docenti, il Regolamento c’è. E adesso?

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D’altra parte già la Legge 143 del 4 giugno 2004 (Art. 3-quater), aveva indicato tra i fini degli interventi previsti a favore della formazione degli insegnanti quello di “valorizzare le competenze acquisite, […]” dai soggetti già coinvolti nei processi, forse proprio per evitare dispersioni e inefficienze che, in assenza, rischiano di verificarsi anche nell’attuazione del nuovo modello di formazione.

 

L’importanza dell’esperienza va, tuttavia, combinata con una opportuna innovazione che sappia coinvolgere nei processi le migliori risorse della scuola, selezionate con criteri non discrezionali e adeguatamente formate alle competenze necessarie per svolgere le funzioni richieste.

 

Si è anche posto all’attenzione della Commissione un altro grave rischio legato a questa fase di transizione: in molte università insieme alla chiusura amministrativa delle SSIS, si sta assistendo alla smobilitazione fisica degli spazi ad esse destinati e all'accantonamento degli archivi che non si sa bene che fine faranno. Un know-how che si disperde con gravi conseguenze per l'immediato futuro. Come sarà possibile evitare gli errori commessi se non c’è memoria di ciò che è stato? Ripartire da zero costerà molto caro.

 

Difficile, infine, prevedere tutte le difficoltà operative che si presenteranno sulla strada dell’attuazione del regolamento: fra l’ideazione e l’attuazione è noto infatti che esiste un solco difficile da governare. Tali difficoltà potranno essere affrontate solo se in corso d’opera si adotteranno gli opportuni provvedimenti. Ci si augura che il ministro e lo staff che segue questo processo sappiano accogliere con intelligenza le proposte che saranno formulate per rendere in tempi rapidi efficace e formativo un percorso che presenta, prima ancora di essere realizzato, numerose criticità.

 

Si può fare ancora molto per qualificare e innalzare il livello della competenza e della professionalità del corpo docente in Italia. Un impegno al quale è necessario si contribuisca tutti: sostenendo e promuovendo le occasioni di confronto e di proposta, non abbassando la guardia su un problema centrale per la modernità e lo sviluppo, oggi gravemente marginalizzato.

 

Come formatori di insegnanti chiediamo che da parte degli organi di governo si tenga aperto il dibattito, si proceda per passaggi progressivi monitorando con attenzione i processi, chiediamo che del tema si facciano carico gli organi informativi specializzati, che si discuta fra i soggetti chiamati a svolgere ruoli determinanti nel modello proposto, e che si apra il dibattito anche all’opinione pubblica. Siamo infatti convinti che solo qualificando e riqualificando gli insegnanti e chi li deve formare, sarà possibile rendere la scuola italiana più efficace, incisiva e strategicamente funzionale allo sviluppo del Paese.



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COMMENTI
02/06/2010 - Segue (Franco Labella)

Scaglioni scrive ancora: "Da parte di tutti è stato denunciato il grave ritardo della norma e il concreto rischio che il 1 settembre non si riescano ad attivare i percorsi". Di cosa si meraviglia? Gli attuali riordinatori sono metodici e ripetitivi: anche il riordino delle superiori parte dal prossimo settembre senza i necessari apparati normativi e quindi mi permetto di consigliare a Scaglioni di non meravigliarsi troppo. I recordmen non vanno troppo per il sottile con norme e procedure. Lacci e lacciuoli, roba da comunisti. Se Scaglioni pensa che in questi giorni vengono individuati docenti soprannumerari senza che il relativo D.M. sia stato ancora emanato e che il D.M. sulla stessa materia dello scorso anno è ancora atteso dal TAR del Lazio, direi che Scaglioni, esperto del ramo, abbia poco da meravigliarsi e molto da rammaricarsi. Gli esprimo, perciò, la solidarietà mia e del Coordinameto che rappresento non solo in quanto presidente dell'ANFIS ma soprattutto in quanto collega panda. Scaglioni è un collega che insegna quelle discipline giuridiche ed economiche ritenute inutili sulla base del noto paradosso della educazione alla legalità senza le leggi (copyright dott. Max Bruschi). Insomma è a rischio, caro Scaglioni, il tuo ruolo primario di docente oltre che di formatore. Auguri solidali. Franco Labella, Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia

 
02/06/2010 - Un paio di riflessioni per il collega Scaglioni (Franco Labella)

Il collega Scaglioni scrive: "Sorprende non poco il fatto che nonostante l’importanza del tema e l’incidenza che esso può avere nel medio e lungo periodo sulla qualità del servizio scolastico, esso goda di scarsissima risonanza: poche le informazioni che circolano, bassa la sensibilità dei media e degli addetti ai lavori, marginale l’interesse del principale soggetto gestore dei processi, l’università, scoraggiante la reattività dei principali interessati alla riforma, dirigenti, insegnanti e studenti". Non gli viene il dubbio che un Regolamento caratterizzato dalla "velocità" evocata con orgoglio dal recordman prof. Israel sia diffilmente analizzabile e metabolizzabile? Scaglioni parla di progetto rimasto nel cassetto ma vorrei ricordare che quasi mai "epocale" fa rima con "veloce". Ed il fatto che l'esperienza precedente delle scuole sia stata valutata negativamente e la mancata valorizzazione della esperienza di tutor e supervisori siano state assunte come premessa, come Scaglioni stesso lamenta, non è ancora una volta la dimostrazione che la "tabula rasa senza valutazione" (è successo, per esempio, anche con le sperimentazioni Brocca nelle superiori) sia la cifra ideologica degli attuali "riformatori"? (Segue)