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MATURITA’ 2010/ Non solo bigini: piccolo "vademecum" per godersi l’esame fino in fondo

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Meglio vivere l'esame da protagonisti  Meglio vivere l'esame da protagonisti

 

E poi, cosa c’è di meglio che passare alcuni giorni in montagna con gli amici, al riparo dall’afa, che sta per aggredire le nostre città? Infine, è importante stare con gli altri, non rinchiudersi in se stessi, in mille angosce e perdite di tempo, che si moltiplicano su alcuni forum e siti, sui quali si discute inutilmente per ore di quale sarà l’autore di cui tratterà la prima prova, per poi essere sempre immancabilmente smentiti dalle scelte ministeriali.

 

3. Studia con passione.Potrai ricordare solo quello che desideri davvero di sapere, direi quasi solo ciò che ami. Tutto il resto scivolerà via e lo dimenticherai presto. Forse in questi giorni potrai scoprire ciò che non hai mai saputo negli anni precedenti: cioè che quello che ti hanno obbligato a studiare fino ad adesso in effetti ti piace, corrisponde al tuo desiderio di sapere e di riflettere sulle cose, ha a che fare con i progetti che vuoi realizzare nei prossimi anni, proseguendo gli studi o andando a lavorare. A questo punto potrebbe scattare l’intuizione che hai davvero qualcosa di importante da dire o da fare. Questa è la molla che rende davvero efficace il tuo studio: capire che quello che studi ha un senso. Se invece capisci che stai studiando meccanicamente e senza passione, fermati un attimo, fai una pausa, chiedi aiuto ad un amico, e vedrai che riprenderai con maggior lena.

 

5. Studia le materie caratterizzanti.Non ti fossilizzare troppo sulla prima prova (il tototema di cui ho parlato prima) o sulla tesina, come ha già scritto qualcun altro in queste pagine web (Laura Cioni). Concentrati invece su quello che caratterizza maggiormente la scuola che hai scelto, quindi sull’interesse principale che ti ha mosso quando hai iniziato questo corso di studi. Preparati soprattutto sulla seconda e terza prova, e sui programmi, ed è proprio lì che scoprirai quella passione di cui parlavo prima.

 

4. Non vedere i commissari come dei nemici.In fondo, loro sono solo degli insegnanti come i tuoi, che (tranne pochi casi, di persone che hanno sbagliato lavoro) vorrebbero solamente riconoscere e valorizzare quello di buono che c’è in te, e come dicevamo all’inizio, ce n’è più di quanto tu credi.

 

 



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