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MATURITA’ 2010/ Non solo bigini: piccolo "vademecum" per godersi l’esame fino in fondo

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Meglio vivere l'esame da protagonisti  Meglio vivere l'esame da protagonisti

Fra pochi giorni migliaia di alunni dell’ultimo anno delle scuole secondarie di primo e secondo grado dovranno affrontare le prove d’esame. Vorrei dare alcuni, pochi, ma utili, suggerimenti, come se stessi parlando ad uno di loro.

 

1. La prima risorsa sei tu. Così scriveva qualche anno fa il prof. Alberto Brasioli. Ci possono essere tantissimi strumenti (libri di testo, professori, compagni, mezzi informatici, ecc…) che ti possono aiutare, ma la risorsa principale, nel momento in dovrai affrontare le prove, sarai proprio tu, con tutto quello che hai profondamente assimilato, con quello che hai amato, che ti ha appassionato, e che salterà fuori sicuramente, ne puoi essere certo. Sarai come un giocatore che gioca la partita della vita, e non può dimenticare i tiri e i passaggi che ha provato mille volte in allenamento. Insomma, non potrai scordare proprio in quel momento chi sei, e quello che hai costruito in questi anni insieme ai tuoi compagni e ai tuoi professori, ma per farlo ti occorre qualche altro suggerimento.

 

2. Studia con i tuoi amici. È vero, certe volte con gli amici perdi tempo, oppure se sei uno bravo corri il rischio di lavorare per gli altri, e di non ripassare tutto sistematicamente. Vale la pena, però, di correre questo rischio. Infatti, è nel paragone con un altro che emerge, si verifica e si consolida quello che hai appreso. Studiare con gli amici vuol dire favorire due aspetti fondamentali per il tuo esame: il confronto e l’esposizione. Occorre considerare quello che già sai, anche da diversi punti di vista, e solo con il confronto si possono davvero assimilare i contenuti, sentendoli come propri, e non come un elenco di parole da memorizzare. Inoltre, soprattutto per un esame che termina con la prova orale, vale la pena che ti eserciti ad esporre agli altri. Questo implica anche una tua responsabilità.

 

Io credo che nell’orale, più che nello scritto, emerga la persona così come realmente è. Per prepararsi a questo, per esempio, ci si potrebbe dividere il programma, e ognuno potrebbe esporre agli altri la parte a lui assegnata, abituandosi a dire ad alta voce quei concetti che sul libro appaiono come estranei e lontani. I nostri ragazzi sono poco abituati ad argomentare, cioè a spiegare la fondatezza delle loro affermazioni, e questa forma di ripasso in compagnia potrebbe sviluppare questa attitudine, spesso compressa in uno studio mnemonico e ripetitivo.

 

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