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SCUOLA/ L’Invalsi: i bambini di II elementare "chiedono" una scuola più difficile

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

 

Il campione, relativo all’anno scolastico 2008-09 per le classi di II e V primaria, ha interessato circa 45mila studenti. È un campione con rappresentatività regionale: in ogni regione è stato testato un campione di scuole nelle quali sono stati mandati osservatori esterni col compito di garantire il rispetto del protocollo di somministrazione e la corretta trasposizione delle risposte date dai bambini sul supporto di formato elettronico. Gli osservatori, in altre parole, hanno garantito che la prova si svolgesse in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo è quello di poter valutare in un quadro di riferimento unitario.

 

Qual è stata la caratteristica delle prove che hanno svolto i bambini? C’è chi le ha definite arbitrarie, chi facili, chi difficili. Lei cosa può dirci in proposito?

 

Sono prove frutto di un disegno sperimentale vero e proprio. Le valutazioni che lei mi ha citato sono il portato di un’impressione soggettiva, legata alla conoscenza di una realtà particolare da parte dei singoli interessati. Ma le nostre prove, che hanno una lunga fase di progettazione e di pretest, verificano delle proprietà su base sperimentale e quindi scientifica.

 

Ci aiuti a capire meglio.

 

Una prova è valida se riesce a misurare i risultati degli allievi su tutta la scala di abilità. Mi lasci fare un paragone. Potremmo dire che la prova consiste di una serie di lampadine deboli che illuminano una notte buia. È costruita bene se le lampadine riescono a far luce su tutte le tipologie di studenti, ma questo non lo si può valutare in termini soggettivi. Noi invece abbiamo pre-testato le prove su un campione di oltre 5mila studenti su tutto il territorio nazionale e tenendo conto di diverse realtà socioeconomiche, proprio per verificare che le prove risultino una «fila di lampadine» collocate su tutta la scala definita degli studenti.

 

E cosa dicono i risultati di queste prove?

 

È necessario precisare che il rapporto al quale facciamo riferimento riguarda le prove in quanto tale, dà il «termometro» col quale si prende la temperatura a tutti i nostri bambini di II e V elementare, non dà i risultati delle prove, che sono stati restituiti a livello di scuola, di regione, di macroaree geografiche e di Paese alla fine del novembre scorso.

 

Lo scopo del rapporto tecnico appena uscito allora qual è?

 

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