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SCUOLA/ Esame di III media, la prova Invalsi di matematica chiede di ragionare su situazioni "vere"

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La prova di quest’anno conferma quindi l’evoluzione della prova nazionale Invalsi, che cerca di diventare uno strumento sempre più accurato per aiutare l’insegnante nella valutazione degli studenti. Le domande aperte e la richiesta di giustificazioni, argomentazioni o costruzioni cercano di introdurre elementi che permettano di valutare anche i processi che lo studente è in grado di mettere in campo quando fa matematica.

 

Non c’erano domande in cui erano richiesti calcoli impegnativi, ciononostante è probabile che alcune domande siano risultate difficili per la maggior parte dei ragazzi. D’altra parte, questa prova non vuole appiattirsi sull’idea di valutare gli apprendimenti minimi: dovrebbe permettere di individuare anche l’eccellenza e contribuire a disegnare in maniera articolata e precisa il profilo dello studente. Non è impossibile ottenere 10 con il meccanismo di attribuzione del punteggio indicato dall’Invalsi, ma non è neppure facile: è necessaria una certa padronanza di strumenti e concetti in diversi ambiti, e al capacità di confrontarsi con domande non standard.

 

Da rilevare anche la presenza di domande tratte da situazioni “vere”: si chiedeva di lavorare su una vera tabella nutrizionale, di valutare una distanza su una vera cartina stradale, di ricavare informazioni dal profilo altimetrico di una vera tappa del Giro d’Italia. Anche questa, pensiamo, è una indicazione importante per gli insegnanti.

 

 



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COMMENTI
20/06/2010 - E IL TEMPO? (elena lucarelli)

La prova di matematica a mio parere era molto ben costruita e interessante, ma siamo sicuri che il tempo e la modalità di somministrazione sia adeguato? Grazie