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SCUOLA/ Il preside: corsi di recupero, a chi tocca colmare le lacune della legge?

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

 

 

b) Il docente ha preso atto che la proposta è di 5/10. Il consiglio di classe ha ricercato elementi di positività nelle discipline collaterali valutate positivamente. L’ammissione viene dichiarata a maggioranza (con il voto contrario del docente che ha confermato l’insufficienza e di altri che eventualmente si sono associati) e viene steso un giudizio analitico di ammissione sul merito delle motivazioni che hanno determinato la possibilità di portare a 6 il 5 senza smentire clamorosamente la professionalità del docente titolare della proposta. È del tutto evidente che una ipotesi del genere non possa che riferirsi a non più di un paio di discipline e quando ne esistano le condizioni al contorno.

 

E negli altri casi? Cosa fare in presenza di insufficienze gravi e/o diffuse? Qui il terreno si fa insidioso e i margini sono molto ristretti. L’unico caso che potrebbe dar luogo a sanare le insufficienze per decisione del Consiglio è quello di situazioni molto particolari di deficit dello studente (già in ritardo nel corso degli studi) accompagnate da un impegno certificato e riconosciuto e dalla considerazione che la situazione non si modificherebbe aggiungendo la perdita di un ulteriore anno. Di tutto ciò deve essere fornita ampia motivazione alla commissione che disporrà di due vantaggi rispetto al Consiglio di Classe: disporre di un punteggio ottenuto per somma in cui si possano compensare gli eventuali deficit, e svolgere un ruolo di terzietà. 

 

A mio parere non esistono altri margini e sono legislatori e governanti a doversi assumere le responsabilità delle scelte che fanno. I sostenitori della linea del rigore dovrebbero capire che il sistema scuola non può essere cambiato un pezzo alla volta e con criteri di casualità.

 

Siamo per i voti perché si è ecceduto in pedagogismi spesso vuoti? Va bene; ma si vuole affrontare  il tema delle competenze, che per sua natura è sovra disciplinare? Si vuole porre mano alla questione della certificazione delle medesime e ad un sistema di crediti che non riduca tutto alla logica del promosso/bocciato? Sto pensando a qualcosa di simile a quanto viene attuato nei corsi serali della sperimentazione Sirio in cui ciò che è stato certificato in termini di sufficienza (e domani di competenze) viene a far parte del bagaglio dello studente e costituisce un credito certificato.

 

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COMMENTI
19/06/2010 - La nebbia agli irti colli (enrico maranzana)

"Si vuole affrontare il tema delle competenze, che per sua natura è sovra disciplinare?" Le COMPETENZE possono avere natura sovradisciplinare se sono GENERALI e se il loro componente fondamentale è una capacità. Ad esempio: risolve questioni non note giustificando il procedimento seguito è una competenza generale che presuppone il possesso della capacità di argomentare. Le corrispondenti COMPETENZE SPECIFICHE potrebbero essere: inquadra e risolve questioni geometriche riportando compiutamente i passaggi della dimostrazione; inquadra un caso giuridico nel sistema di regole vigente, individua le norme pertinenti e le concatena per l'espressione motivata di un giudizio; sviluppa la traccia del tema delimitando l'ambito del problema, organizzando logicamente le informazioni possedute, giungendo a conclusioni consistenti... Perché "il docente deve confermare l’insufficienza"? Il giudizio che esprime come insegnante è circoscritto mentre il punto di vista che assumono i membri del consiglio di classe è molto diverso. Nel manuale delle giovani marmotte è scritto: l'albero nasconde la foresta. L'ultima questione è: cos'è la serietà? Mi limito a dire che una delle sue componenti fondamentali è il rispetto delle regole, seri devono essere gli studenti ma altrettanto seri i dirigenti scolastici. Quanti colleghi hanno "valutato periodicamente l'andamento complessivo dell'azione didattica per verificarne l'efficacia in rapporto agli orientamenti e agli obiettivi programmati"?

RISPOSTA:

Che il tema delle competenze sia complesso non c'è dubbio e non intendevo affrontarlo qui. Mi premeva sottolineare che: 1) lavorare sulle competenze fa fare un salto in avanti alla capacità dei docenti di valutare in una dimensione più collegiale e ciò ha delle implicazioni rispetto a quanto si andava trattando. 2) Certificare le competenze e anche solo i crediti formativi rende meno traumatico il tema delle promozioni-non promozioni. 3)Ho consigliato l'opportunità che il docente di materia nel momento in cui sceglieva di proporre una insufficienza (dopo aver fatto con lo studente un percorso certificato e teso al superamento delle lacune) mantenesse tale giudizio anche nel momento della valutazione come consiglio di classe. Questo consente di far risaltare meglio la distinzione dei due momenti tecnico-disciplinare e collegiale e certifica che la valutazione tecnica di tipo disciplinare è considerata negativa. L'aver chiarito bene sia negli scrutini del I quadrimestre, sia in Collegio Docenti, queste problematiche ha permesso una gestione più tranquilla delle tensioni che rischiano sempre di scatenarsi quando il Consiglio di Classe smentisce il voto proposto. Una cosa decisamente utile si è rivelata l'aver obbligato tutti a predisporre i brevi giudizi di acompagnamento al voto, disporne in via telematica nel momento dello scutinio e dunque leggerli prima di ogni decisione come strumento sia di tipo informativo per i colleghi, sia di costrizione alla logicità ed esaustività. Claudio Cereda