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SCUOLA/ Il preside: corsi di recupero, a chi tocca colmare le lacune della legge?

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

 

Un consiglio a chi ci governa. La situazione è difficile e si stanno chiedendo sacrifici e responsabilità a tutti. Si evitino, in futuro, l’inerzia, la parzialità, l’incompetenza, la passività, la promessa non mantenuta, la declinazione dell’ovvio. Continuando così si rischia di creare una situazione in cui il malessere si trasforma in borbottio e il borbottio alla fine diventa in un fiume in piena in cui sommano le proteste di studenti, famiglie, docenti e dirigenti.

 

Oggi sono finiti gli scrutini e nelle scuole si sono tirati i bilanci. Tra i bilanci da tirare c'è quello sulle promesse relative al finanziamento dei corsi di recupero. I consigli di classe della mia scuola, sulla base di criteri del Collegio Docenti e del finanziamento annunciato ne hanno assegnato uno solo per ciascuna delle classi dalla prima alla terza. Il corso viene comunicato in questi giorni alle famiglie insieme ai giudizi analitici di accompagnamento a tutti i voti insufficienti. Il tutto è accompagnato da una clausola: i corsi si faranno se entro sabato prossimo giungerà alla scuola la comunicazione del finanziamento. In caso contrario i corsi non si faranno e il finanziamento rimarrà a disposizione per le attività di recupero del prossimo anno. Lo scrivo con la dovuta tristezza nel cuore e senza intenti polemici: ma qualcuno al ministero pensa che si possano organizzare i corsi anche se la comunicazione arriva nel mese di luglio?

 

(Claudio Cereda, preside ITIS P. Hensemberger, Monza)

 

 



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COMMENTI
19/06/2010 - La nebbia agli irti colli (enrico maranzana)

"Si vuole affrontare il tema delle competenze, che per sua natura è sovra disciplinare?" Le COMPETENZE possono avere natura sovradisciplinare se sono GENERALI e se il loro componente fondamentale è una capacità. Ad esempio: risolve questioni non note giustificando il procedimento seguito è una competenza generale che presuppone il possesso della capacità di argomentare. Le corrispondenti COMPETENZE SPECIFICHE potrebbero essere: inquadra e risolve questioni geometriche riportando compiutamente i passaggi della dimostrazione; inquadra un caso giuridico nel sistema di regole vigente, individua le norme pertinenti e le concatena per l'espressione motivata di un giudizio; sviluppa la traccia del tema delimitando l'ambito del problema, organizzando logicamente le informazioni possedute, giungendo a conclusioni consistenti... Perché "il docente deve confermare l’insufficienza"? Il giudizio che esprime come insegnante è circoscritto mentre il punto di vista che assumono i membri del consiglio di classe è molto diverso. Nel manuale delle giovani marmotte è scritto: l'albero nasconde la foresta. L'ultima questione è: cos'è la serietà? Mi limito a dire che una delle sue componenti fondamentali è il rispetto delle regole, seri devono essere gli studenti ma altrettanto seri i dirigenti scolastici. Quanti colleghi hanno "valutato periodicamente l'andamento complessivo dell'azione didattica per verificarne l'efficacia in rapporto agli orientamenti e agli obiettivi programmati"?

RISPOSTA:

Che il tema delle competenze sia complesso non c'è dubbio e non intendevo affrontarlo qui. Mi premeva sottolineare che: 1) lavorare sulle competenze fa fare un salto in avanti alla capacità dei docenti di valutare in una dimensione più collegiale e ciò ha delle implicazioni rispetto a quanto si andava trattando. 2) Certificare le competenze e anche solo i crediti formativi rende meno traumatico il tema delle promozioni-non promozioni. 3)Ho consigliato l'opportunità che il docente di materia nel momento in cui sceglieva di proporre una insufficienza (dopo aver fatto con lo studente un percorso certificato e teso al superamento delle lacune) mantenesse tale giudizio anche nel momento della valutazione come consiglio di classe. Questo consente di far risaltare meglio la distinzione dei due momenti tecnico-disciplinare e collegiale e certifica che la valutazione tecnica di tipo disciplinare è considerata negativa. L'aver chiarito bene sia negli scrutini del I quadrimestre, sia in Collegio Docenti, queste problematiche ha permesso una gestione più tranquilla delle tensioni che rischiano sempre di scatenarsi quando il Consiglio di Classe smentisce il voto proposto. Una cosa decisamente utile si è rivelata l'aver obbligato tutti a predisporre i brevi giudizi di acompagnamento al voto, disporne in via telematica nel momento dello scutinio e dunque leggerli prima di ogni decisione come strumento sia di tipo informativo per i colleghi, sia di costrizione alla logicità ed esaustività. Claudio Cereda