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SCUOLA/ Insegnare a scrivere si può: lo dicono le nuove rilevazioni INValSI

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In questa ottica, il contributo del fascicolo INVALSI-Accademia della Crusca alla chiarificazione teorica delle diverse dimensioni è fondamentale. Sarebbe molto opportuno poi affiancare ad esso il Quadro di riferimento Invalsi per le prove di comprensione, dove sono analiticamente descritte dal versante della lettura tre di queste dimensioni: testuale, morfo-sintattica, lessicale-semantica (manca ovviamente la dimensione ideativa), per esempio la “competenza testuale”, intesa come “organizzazione logica entro e oltre la frase”, come successione dei blocchi testuali (esemplificazione, generalizzazione ecc.), legata alla comprensione dei connettivi per la loro portata semantica e logico-argomentativa, ecc.; lo stesso per le dimensioni morfo-sintattica e lessicale-semantica. Un uso sinergico dei due documenti (il Quadro per la comprensione e il Fascicolo per lo scritto) è possibile grazie alla complementarità di questi testi, elaborati come chiavi di lettura della medesima padronanza linguistica, anche se riferiti a compiti differenti.

 

Infine, è lodevole che l’insegnamento linguistico sia stato previsto dalle recenti Indicazioni non solo nel biennio: viene esplicitato anzi chiaramente che esiste un percorso anche nel secondo biennio e nell’ultimo anno, e che la competenza linguistica, in tutte le sue dimensioni (fra cui quindi quella morfosintattica e quella lessicale-semantica) non può essere data per acquisita, ma va continuamente rinforzata e approfondita.

 

 

 



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