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SCUOLA/ Insegnare a scrivere si può: lo dicono le nuove rilevazioni INValSI

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Sul sito dell’INVALSI è stata pubblicata una scheda di correzione del compito scritto di italiano all’esame di Stato, accompagnata dal relativo quadro di riferimento. Si tratta della scheda utilizzata per la rilevazione della padronanza linguistica sui compiti del 2009 (si tratta di una versione perfezionata di quella già pubblicata l’anno scorso), e viene ora messa a disposizione delle commissioni, in anticipo sulla pubblicazione del rapporto di quella ricerca, in modo che gli insegnanti possano, se lo riterranno opportuno, utilizzarla in sede d’esame. A suo tempo sarà possibile commentare i dati risultati dalla rilevazione, ma qui è possibile avviare una riflessione sulla didattica della scrittura nella scuola italiana.

 

I dati relativi agli anni passati infatti mostravano già con una certa evidenza che le insufficienze nello scritto di italiano a conclusione del quinquennio superiore toccano punte del 50%, quando a correggere sono correttori esterni, non coinvolti nella procedura d’esame,  il che significa che qualcosa non funziona nel percorso didattico, e questo nonostante l’impegno profuso dagli insegnanti: la didattica dello scritto infatti negli ultimi decenni ha ricevuto una notevole attenzione all’interno dell’educazione linguistica, trattandosi di una delle quattro abilità.

 

La maggior parte dei libri di testo di italiano (di solito in un volume separato della grammatica sulla “comunicazione”) prevede una sezione specifica dedicata ai generi e alle tipologie testuali (descrittivo, espositivo, argomentativo), alle diverse forme di comunicazione scritta funzionale (relazione, recensione, verbale, ma anche diario, lettera, …). Una certa importanza, inoltre, è data a volte nei testi scolastici agli aspetti procedurali della produzione: come stendere scalette, schemi, mappe, quali fasi seguire per la stesura, la revisione, eccetera.

 

A partire dalla riforma dell’esame di Stato, poi, è stata data grande attenzione da parte degli insegnanti alle diverse tipologie di produzione scritta, soprattutto quelle più innovative come il saggio breve, l’articolo di giornale e l’analisi testuale. Specifiche attività sono state dedicate dagli insegnanti all’uso di testi in senso lato come fonte per la scrittura “documentata” e alla versione semi-strutturata del vecchio commento a testi letterari (analisi guidata).

 

Le dimensioni dello scritto osservate dalla rilevazione precedente: testuale lessicale-semantica e morfo-sintattica, ideativa, saranno maggiormente visibili quest’anno che non nella rilevazione precedente; l’osservazione in forma “disaggregata” sarà possibile perché la scheda di correzione è stata modificata in modo tale da avere informazioni sulla distribuzione delle distinte dimensioni dello scritto. La mia ipotesi, che potrà essere validata quando si commenteranno i dati statistici, è che proprio sul versante linguistico-grammaticale bisogna ripensare la didattica dello scritto.

 

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