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MATURITA' 2010/ Traccia B, prima prova (svolgimento): I giovani e la politica, da Mussolini e Togliatti ad Aldo Moro e Wojtyla (esami di Stato 2010)

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Palmiro Togliatti  Palmiro Togliatti

Il ’68 costituisce un importante precedente storico alla delusione politica che la nostra nazione sta attraversando in questi anni. Essenzialmente, gli esempi storici presi fin’ora in esame presentano tutti una comune matrice ideologica, per quanto propongano soluzioni profondamente diverse fra loro. Il fascismo e il comunismo rivoluzionari, la Democrazia Cristiana nel secondo dopoguerra, le proteste sessantottine, nutrono tutti la medesima aspirazione: cancellare con un colpo di spugna il male di cui è intriso il mondo e rimboccarsi le maniche per creare un piccolo paradiso terrestre. E’ questa l’eredità lasciataci dal secolo delle ideologie, la politica come igiene del mondo: un sogno che è stato e continua tuttora a essere smentito dalla storia. Non bisogna sorprendersi, quindi, se il frutto che stiamo raccogliendo è quello amaro della delusione.

 

 

 

Quello a cui stiamo assistendo non è altro che lo spasimo dell'ideologia del potere: per lasciarci definitivamente alle spalle dobbiamo recuperare la natura dell’agire politico, il che non è possibile senza riappropriarsi della natura dell’uomo. Una riflessione in tale direzione è suggerita dalle parole di Giovanni Paolo II, che nell’enciclica “Centesimus annus” del 1991 scrive: «la convivenza fra gli uomini non è finalizzata né al mercato né allo Stato […]. L’uomo è, prima di tutto, un essere che cerca la verità e si sforza di viverla e di approfondirla in un dialogo che coinvolge le generazioni passate e future […].


In effetti, il patrimonio dei valori tramandati e acquisiti è sempre sottoposto dai giovani a contestazione. Contestare, peraltro, non vuol dire necessariamente distruggere o rifiutare in modo aprioristico, ma vuol significare soprattutto mettere alla prova nella propria vita e, con tale verifica esistenziale, rendere quei valori più vivi, attuali e personali». Non ostracizzare la nostra eredità né le difficoltà in cui versiamo, quindi, ma fare di queste il primo passo verso una maggiore conquista di sé: a queste condizioni, forse sarà ancora possibile “sporcarsi le mani” con quella brutta cosa chiamata politica.

 

(Lorenzo Accorsi)

 

 



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