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MATURITA' 2010/ Traccia C, prima prova (svolgimento): Foibe, la memoria negata e il silenzio degli adulti

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“Ai sensi della legge 30 marzo 2004 la Repubblica riconosce quale giorno del ricordo al fine di conservare e ricordare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe dall’esodo dalle lore terre degli istrani fiumani dal secondo dopoguerra.

Il candidato delinei la complessa vicenda del confine orientale del patto di Londra, del trattato di Osimo, soffermandosi in particolare sugli eventi tra il 1943 e il 1945. Il candidato delinei la complessa vicenda del confine orientale del patto di Londra, del trattato di Osimo, soffermandosi in particolare sugli eventi tra il 1943 e il 1945".


MATURITA' 2010 - SVOLGIMENTO TRACCIA C: Le foibe: sono cavità, con ingresso a strapiombo, che trafiggono con i loro vuoti abissali tutto l’altipiano carsico, che sta alle spalle di Trieste. Ma arrivano fino alla Slovenia, all’Istria, alla Dalmazia. Hanno profondità variabili, fin oltre i 250 metri. Sul fondo stanno, spesso, detriti e materiali lasciati dalla storia precedente. Per esempio, i cannoni austriaci della Prima Guerrra mondiale, che vide svolgersi sul Carso sanguinose battaglie tra italiani e truppe austro-ungariche.


In alcune foibe, nel corso di scavi successivi alla fine della Seconda guerra mondiale e al ritorno di Trieste all’Italia nel 1954, sono stati scoperti i resti di migliaia di “infoibati”, a loro volta nascosti da altri detriti, a coprire il massacro.
Dopo l’8 settembre 1943 i partigiani di Tito gettarono nelle foibe dell’Istria e della Dalmazia centinaia di fascisti italiani, spesso colpevoli a loro volti di massacri nei confronti della popolazione slava.

Tra il 1° maggio e il 12 giugno del 1945 a Trieste e a Gorizia i titini hanno “infoibato” diverse migliaia di italiani fascisti, afascisti, comunisti, che tentavano di resistere alla politica jugoslava di annessione della Venezia Giulia. I numeri sono incerti, a seconda delle fonti: da un minimo di 4.000 al massimo di 12.000 assassinati. Non tutte le foibe sono state scavate. Non molte al di là del confine jugoslavo, oggi sloveno o croato.

Fatti lontani, affiorati solo in anni recenti alla memoria collettiva del Paese, a causa di una catena di rimozioni. La necessità da parte degli Alleati - vincitori della seconda guerra mondiale e impegnati nella guerra fredda contro l’URSS di Stalin - di “proteggere” l’autonomia del nazionalista jugoslavo Josif Broz Tito, collocatosi all’esterno della cortina di ferro, portò i governi democristiani italiani, già dal 1948, a stendere un velo di oblio sulle stragi titine - ma, del resto, anche su quelle dell’esercito tedesco - in Italia.


 

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