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MATURITA' 2010/ Traccia D (svolgimento): l'armonia della musica e del mondo

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Sono proprio questi i «benefici» cui accenna Aristotele. Egli parla anzitutto della funzione educativa della musica. Educazione a che cosa? Non certo alla tecnica musicale; sarebbe una sterile autoreferenzialità. La musica educa esattamente perché introduce in una prospettiva di armonia, che è desiderio e meta mai pienamente raggiunta.

Armonia che fa da modello per tutti gli aspetti della nostra esistenza, che trascorre come un susseguirsi di rumori eppure aspira alla pace della melodia. In tal senso la musica è «catarsi», cioè rappresenta quella purificazione che scioglie i nodi del dramma; non perché li cancella, ma perché li inserisce armonicamente nella grande sinfonia dell’essere e, perciò, dona anche «sollievo e riposo».

Cosa resta di tutto ciò «nella società contemporanea»? Tutto e niente.
Tutto perché la dinamica descritta è inestirpabile dalla coscienza umana. Basta pensare all’esperienza di sorpresa che si fa quando, passeggiando per una strada caotica e rumorosa per il traffico, si sente da una finestra un pianista che prova uno struggente Notturno di Chopin.

O quando, facendo zapping tra i canali dell’autoradio mentre di è in coda, ci si imbatte in una voce così intensa e vibrante che per un attimo ti metti a canticchiare con lei o a battere il ritmo con le mani sul cruscotto, dimenticando l’ansia della fila.
 


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