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ESAME DI STATO 2010/ Maturità, terza prova: cari studenti, ecco come "intascare" 15 punti

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È arrivato il momento di occuparsi della terza prova di questa maturità 2010. Nel lodevole intento di saggiare, cari ragazzi, la vostra preparazione su quasi tutte le materie dell’ultimo anno e non soltanto su due come prima, i riformatori dell’esame di Stato nel 1998 si inventarono la terza prova. Essa consiste, come sapete - perché ne avete fatto durante l’anno almeno due simulazioni - in domande su quattro o (raramente) cinque materie, formulate secondo tipologie differenti, a cui dovrete rispondere nell’arco di tre ore.

 

Ci sono a questo proposito varie scuole di pensiero su quale tipo di domanda convenga di più al candidato, se la trattazione breve di un argomento, o i quiz: le uniche cose certe sono che una materia sarà l’inglese e che la tipologia sarà congrua con quanto è stato fatto durante l’anno scolastico. La prova infatti non è ministeriale, ma viene costruita dalla commissione, sulla scorta dei materiali contenuti nel Documento del Consiglio di Classe. È questa una applicazione dell’autonomia scolastica.

Anche in questo caso non nascondo ciò che ho sempre pensato e di cui negli anni mi sono vieppiù convinta, che cioè la terza prova sia stata partorita da una mente malata. In ogni caso voi la dovete affrontare e poco vi importa dei miei pareri.

 

Come prepararla nel modo migliore, in modo che i 15 punti a vostra disposizione non subiscano drastiche diminuzioni? Naturalmente l’ottimo sarebbe stato l’impegno continuo e costante di tutto l’anno nelle materie prescelte, ma si sa che tale traguardo è difficilmente raggiungibile, o meglio, è raggiunto da pochissimi di voi. Perciò niente lacrime di coccodrillo; fanno perdere tempo.

 

Il primo consiglio è quello di riposare e di fare qualcosa di bello nel giorno che separa le prime due prove dalla terza. Avrete bisogno di riprendervi e dunque non passate tutto il tempo sui libri.

 

VAI allo speciale maturità 2010 con tutte le tracce della prima e della sconda prova svolte dal sussidiario

 

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COMMENTI
24/06/2010 - Idea buona ma poi corrotta (Sergio Palazzi)

Non sono d'accordo, non mi pare che la terza prova sia nata da una fantasia malata. Non avevo seguito nel dettaglio i dibattiti tecnici di quando fu inventata, ma l'idea non era niente male, dato che rendeva la verifica INTERdisciplinare: più rivolta alla cultura che al binomio programma/materia. Anche perchè avrebbe costretto a lavorare insieme agli altri, su scopi comuni, pure quella non poca parte di colleghi che abitualmente fa tutto il contrario. O perchè pensa che la sua materia sia l'unica dignitosa e "culturale" e si svilisca nel confronto con altri (ci sono certo molti docenti di storia, filosofia o diritto che sanno quanto strette siano le relazioni tra le loro materie e la chimica, per esempio, ma io ne ho incontrati pochini). Oppure, semplicemente, perchè è già tanto che dedichino un po' di attenzione al proprio lavoro, per sbattersi a cercare altro da fare. Il guaio è venuto fin dall'inizio, quando la prima norma attuativa si inventò il limite delle 4 (poi 5) materie, e le angoscianti "tipologie" che, di fatto, servono nella stragrande maggioranza dei casi a imbastire un centone MULTIdisciplinare che spesso, alla faccia dell'obbligatoria collegialità della correzione, si traduce in "ognuno pensi per se'". La "vera" 3 prova dovrebbe essere quella ex c.4 art.3 DM 20.11.2000, ma capita di trovare docenti che manco la conoscono, e che tremano se gliela spieghi. In subordine le tipologie e ed f, se possibili. Ma se penso a quanto siano popolari la b e la c...