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ESAMI DI STATO 2010/ Seconda prova Istituto tecnico commerciale: economia, la crisi finanziaria. Svolgimento

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L’ultimo e più grave effetto dell’attuale crisi finanziaria è l’esplodere del livello dei debiti pubblici di molti paesi. La fiducia in una rapida soluzione di quello che sembrava un problema limitato alla finanza in quanto tale e al mondo bancario ha spinto i governi a prendere provvedimenti di sostegno a questo settore. Del resto, il suo indebolimento ha avuto anche effetti negativi sull’economia reale e sulla crescita economica dei paesi più avanzati; figurarsi cosa sarebbe potuto capitare se il mondo finanziario fosse stato abbandonato a se stesso.

Il problema è che nonostante lo sforzo degli stati, l’economia non è tornata a crescere come si sperava e, cosa più grave, il mondo finanziario non ha trovato una cura ai propri mali. Ora a rischiare di sprofondare sono i conti pubblici dei singoli paesi, così interdipendenti tra loro e così legati a doppio filo con il mondo finanziario. È quest’ultimo infatti il grande detentore dei titoli del debito pubblico dei principali paesi.

L’economia reale, quella dei consumi e dei servizi, è senz’altro la più penalizzata da questa situazione. Se un anno fa il problema era riuscire a mantenere il proprio posto di lavoro o sopravvivere con ordinativi in crollo verticale, ora c’è la questione riguardante i consumi. Ai cittadini verranno chiesti più sacrifici per evitare il crollo delle finanze pubbliche; ciò comporterà una minor propensione agli acquisti, che avrà ripercussioni sulla produzione delle imprese, che potrebbero intervenire ulteriormente per diminuire la propria forza lavoro.

La strategia migliore per spezzare questo circolo vizioso depressivo, per quanto riguarda le imprese, è in primis quello di non cedere alla tentazione di agire per diminuire il fattore lavoro. I risparmi su questa componente, infatti, rischiano di aumentare il numero di disoccupati e quindi di far calare i potenziali consumatori. Certamente ai lavoratori, soprattutto in aziende piccole o piccolissime, si potrà chiedere ogni possibile sforzo per aumentare la produttività. Del resto in molti casi imprenditore e lavoratori sono sulla stessa barca.

 

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