BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ESAMI DI STATO 2010/ Seconda prova Istituto tecnico commerciale: economia, la crisi finanziaria. Svolgimento

Pubblicazione:

maturita_ragazza_ansiaR375.jpg

Per pensare a strategie di uscita dalla crisi, non dobbiamo dimenticarci che questa fase recessiva è più forte nei paesi avanzati, mentre la ripresa economica è già in atto in quello emergenti (Brasile, India, Cina e Russia). È bene quindi concentrare gli sforzi su questi mercati, sia per chi ha già qui stabilimenti o quote sia per chi non ne ha.

Sul lato della produzione interna, è bene studiare ogni innovazione non solo di prodotto, ma anche di processo produttivo. Se infatti è sconsigliabile diminuire l’incidenza del fattore lavoro, può essere decisivo trovare ogni altro modo per far scendere i costi di produzione. Nelle produzioni complesse sarà bene studiare tutta la filiera per trovare possibilità di risparmio, fino a valle con il processo distributivo. Quanto al problema forse più sentito, quello cioè relativo all’erogazione del credito da parte delle banche, il singolo imprenditore potrà fare ben poco. In questi casi è sempre l’unione che può fare la forza: associazioni o libere “alleanze” tra imprenditori possono certamente dare modo di trattare in condizioni migliori.

E questo ci richiama a un ultimo, ma non per questo meno importante, fattore strategico: non essere soli ad affrontare la crisi. Del resto, le imprese hanno responsabilità e obiettivi, che non possono ridursi alla semplice creazione del profitto (anzi, in questa fase si può anche arrivare a comprimerlo, finanche ad azzerarlo). C’è infatti anche un fine sociale che va perseguito; ed è essendo appunto “sociale” non è raggiungibile dal singolo, per quanto abile e capace che sia.

 

(Prova svolta da Juanfran Valeron)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.