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ESAMI DI STATO 2010 TRADUZIONE DI PLATONE/ Seconda prova, Greco: Apologia di Socrate 32 b a 32 d versione della Maturità 2010

Pubblicazione:

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LA TRADUZIONE:

 

Apologia di Socrate 21e-22c (Platone)  - Dopodiché subito andai avanti, per quanto avvertissi – con angoscia e timore – che mi attiravo odio, ma ugualmente ritenevo che fosse necessario tenere in gran conto il volere del dio; io che cercavo di capire ciò che dice l’oracolo dovevo andare da tutti quelli che hanno fama di sapere qualcosa. E, corpo d’un cane, o uomini di Atene – è necessario infatti dirvi la verità -, davvero mi accadde qualcosa di questo genere: a me che facevo ricerche sul dio sembrò mancar poco che quelli che più godevano di buona fama fossero quelli in maggior misura bisognosi, mentre altri, che sembravano persone più ordinarie, sembravano essere gli uomini più capaci di un comportamento assennato. Bisogna bene che vi esponga la mia peregrinazione come se fosse di uno che abbia sofferto fatiche, perché il vaticinio mi si dimostri infallibile. Dopo i politici, infatti, passai ai compositori e delle tragedie e dei ditirambi e agli altri, per lì cogliere sul fatto che io ero più ignorante di loro. Prendendo dunque le composizioni loro che mi sembravano da essi più elaborate, li interrogai su che cosa dicessero, perché allo stesso tempo anche io imparassi qualcosa da loro. Ora, mi vergogno di dirvi, signori, la verità; ma bisogna dirla ugualmente. Per dir così, infatti, quasi quasi tutti i presenti potrebbero parlare meglio di loro degli stessi argomenti su cui essi hanno scritto. In breve tempo, insomma, anche sui poeti feci questa scoperta, che non grazie a una conoscenza possono scrivere ciò che scrivono, ma per una certa disposizione naturale e se sono invasati da una divinità come gli indovini e i profeti: anche questi, infatti, parlano molto e bene, ma nulla sanno di ciò che dicono. Anche i poeti mi sembrarono colpiti da un’esperienza di questo tipo; allo stesso tempo sentii anche che essi ritenevano, grazie alla poesia, di essere i più sapienti tra gli uomini anche per quanto riguarda il resto, su cui non erano tali. Me ne andai, allora, anche da lì, giudicando di essere loro superiore proprio come lo ero rispetto ai politici.

 

(Trad di Gabriele Busnelli)

 

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