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APPELLO/ Magni (Clds): cara Gelmini, perché noi universitari non possiamo dire la nostra sulla riforma?

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Maria Stella Gelmini (Imagoeconomica)  Maria Stella Gelmini (Imagoeconomica)

Il 12 e 13 maggio scorso è stato rinnovato il CNSU (Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari), organo consultivo presso il ministero dell’Università: decine di migliaia di studenti hanno partecipato al voto eleggendo i loro 30 rappresentanti nazionali. Ad oltre un mese di distanza dalle elezioni, però, l’organo non si è ancora insediato. Per capire meglio il perché di questo stallo ne abbiamo discusso con Francesco Magni, presidente nazionale del CLDS (Coordinamento Liste per il Diritto allo Studio), lista apartitica presente in tutte le università italiane che all’ultima tornata ha eletto 8 studenti in senso al CNSU.

 

Magni, innanzitutto cos’è il CNSU e di cosa si occupa?

 

Il CNSU è un organo consultivo istituito nel 1997 e composto da 28 studenti universitari, un rappresentante dei dottorandi di ricerca e uno degli studenti delle scuole di specializzazione. Quest’organo ha il compito di formulare pareri su alcune tematiche che interessano direttamente gli studenti universitari (dalla didattica al diritto allo studio) e di formulare proposte da sottoporre all’attenzione del ministro. Si tratta dunque di un importante organo di rappresentanza studentesca a livello nazionale.

 

Ma che valore effettivo ha quest’organo? Sappiamo bene, in fondo, che la percentuale degli studenti che votano alle elezioni è sempre una percentuale molto bassa.

 

La percentuale degli studenti votanti alle elezioni dei rappresentanti degli organi accademici è proporzionale al numero degli studenti che frequentano e questo non sminuisce il valore e l’utilità di un luogo come il CNSU, soprattutto in un momento come questo…

 

Si riferisce alle riforme in discussione in Parlamento di cui tanto si parla anche sui giornali?

 

Clicca >> qui sotto per continuare l’intervista

  



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