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SCUOLA/ Israel: il nuovo Regolamento ha le carte giuste per mandare in soffitta i gattopardi

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4) Scuola e università debbono essere coinvolte in modo il più ampio possibile nel processo di formazione degli insegnanti. Non si debbono più creare strutture cristallizzate e chiuse. Il processo di formazione deve essere sentito come una responsabilità primaria delle due istituzioni che debbono contribuirvi nel modo più ampio, senza deleghe a “specialisti” a vita della formazione, bensì impegnando tutte le loro forze culturali.

 

5) La struttura a numero programmato è intesa a prevenire la formazione di nuove sacche di precariato e a fare della laurea abilitante per l’insegnamento un titolo non virtuale.

 

Guardando al documento iniziale e alla forma attuale del Regolamento non si può che essere soddisfatti - e il Gruppo di lavoro è soddisfatto - per un esito che ha tenuto conto di tutti i contributi delle associazioni e delle istituzioni chiamate a dare un parere senza mutare, anzi consolidando lo spirito del progetto. Questi contributi permetteranno ritocchi finali volti a perfezionare una serie di dettagli tecnici, in particolare concernenti la complessa fase transitoria.

 

È opportuno soffermarsi su un aspetto che ha sollevato alcune perplessità e discussioni, e cioè la proposta di unificare in un ciclo quinquennale la laurea per la formazione primaria e quella per le wdscuole dell’infanzia. Ci si è chiesti se era davvero il caso di differenziare le due lauree, pensando a compiti delle scuole dell’infanzia limitati rispetto a quelli delle primarie.

 

Va rilevato, al riguardo, che la stragrande maggioranza degli specialisti del settore ha indicato e richiesto con forza tale traguardo - l’unificazione delle due lauree in un ciclo unico quinquennale - come una fondamentale conquista. La conferenza permanente dei Presidi delle Facoltà di Scienze della Formazione, in data 20 febbraio 2009, all’unanimità ha espresso «consenso e apprezzamento per la proposta che il Gruppo di Lavoro Ministeriale ha avanzato per la riforma del Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria, esprimendo un giudizio pienamente positivo sull’impianto e sull’architettura generali del Corso e, in particolare, sulla struttura articolata in un quinquennio unico a ciclo unitario».

 

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COMMENTI
07/06/2010 - Scuola Infanzia: occorre una formazione specica (Roberto Pasolini)

Ritengo che le perplessità sorte circa l’unificazione del percorso di laurea per infanzia e primaria non parta dalla volontà di assegnare agli educatori della scuola dell’infanzia "compiti limitati", sarebbe un grave errore che relegherebbe di nuovo la scuola dell’infanzia alla pur nobile "funzione sociale", ma da due aspetti importanti: la necessità di "compiti differenziati" e la durata del percorso. Chi vive l’esperienza professionale della scuola dell’infanzia sa quanto sia diverso l’approccio didattico che deve necessariamente tener conto dell’evoluzione del bambino, della sua crescita e del giusto approccio agli apprendimenti che oggi vengono dati ai bambino dai tre ai sei anni come ricordato dal professor Israel, e proprio per raggiungere i giusti obiettivi indicati si ritiene necessaria una differente preparazione professionale più specifica alle necessità di metodo, di linguaggio, di strumenti utili ad ottenere risultati di qualità. Inoltre è difficile capire la necessità dei cinque anni di percorso universitario. Tutto dipende dai contenuti e dal "come". Non dagli anni di corso. Ricordiamo lauree quadriennali validissime per la preparazione professionale, più di alcune lauree quinquennali. In questo senso non ritengo "gattopardismo" la proposta della VII Comm. (biennio comune e doppia abilitazione.), ma la volontà di dare una specifica preparazione professionale per la scuola dell’infanzia per rilanciare, giustamente, il sistema scolastico a partire dai primi anni.

 
05/06/2010 - Cosa fare? (Michela Benetton)

Non mi sembra corretto che un eventuale corso abilitante (TFA) parta solo in alcune università, perchè questo modo di agire va a scapito anche degli studenti. Inoltre è due anni che, noi giovani interessati all'insegnamento, viviamo in un limbo in cui non sappiamo da che parte guardare, cossa fare, come prepararsi,... perchè nessuno sa niente e non si sa neanche quando la situazione vedrà uno sblocco. Mi sembra che ci sia molta poca chiarezza.

 
04/06/2010 - realismo (Anna Di Gennaro)

Gentile professor Israel, pensa davvero che una persona debba fare ben sei anni di Università per prendere 900 euro al mese?

 
04/06/2010 - Come riconoscere i gattopardi? (enrico maranzana)

La "riqualificazione della formazione sul piano disciplinare senza pregiudicare gli aspetti di formazione pedagogica, didattica e relazionale" è un orientamento che oltre a fornire una risposta parziale alle esigenze del sistema educativo di istruzione e formazione, come definito all'art. 2 della legge 53/2003, male interpreta il pensiero del legislatore. La finalità della scuola, infatti, è identificata con la promozione e il consolidamento di capacità è di competenze. Le conoscenze disciplinari e le abilità sono gli strumenti, le occasioni per il conseguimento del traguardo istituzionale. L'interpretazione puntuale della norma deve essere il fondamento dell'applicazione del nuovo regolamento e, in particolare, l'esplicitazione del significato di capacità. A tal fine il progetto Mercurio, elaborato dal ministero per l'indirizzo informatico degli ITC, può essere d'esempio. Nel profilo professionale le capacità sono definite per elencazione ed è esplicitata la strategia per il relativo conseguimento: coordinamento didattico e metodologia della ricerca. Il ministero ha articolato il documento in moda da evitare ogni ambiguità, passando dall'enunciazione delle competenze generali alla precisazione, materia per materia, delle competenze specifiche. Se fosse stata fatta una comparazione tra il programma ministeriale e i POF l'idea del gattopardo non sarebbe affiorata e il campo del problema sarebbe stato illuminato.