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SCUOLA/ Infanzia e primaria: corso unico, discipline differenziate. Una proposta

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Le motivazioni socio-politiche della mia proposta sono due: abbreviare i tempi di attesa per l’accesso dei giovani al primo lavoro in campo educativo e consentire agli insegnanti in servizio, con una successiva formazione universitaria, ulteriori sviluppi della carriera professionale nell’ambito delle professioni educative scolastiche ed extrascolastiche.

 

Se c’è la volontà politica di anticipare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, precisamente nella scuola dell’infanzia e nell’asilo nido, si possono trovare le soluzioni tecnico-curriculari che garantiscano in ogni caso la qualità della preparazione iniziale degli insegnanti della scuola dell’infanzia. Se invece tale volontà politica non ci fosse, siccome il testo attuale della tabella 1 è chiaramente “sbilanciato” sulla scuola primaria, occorre che nel testo definitivo ci siano dei “paletti” che obblighino i Consigli dei corsi di studio a differenziare il tipo di formazione esplicitamente destinata alla formazione specifica degli insegnanti della scuola dell’infanzia.

 

Per esempio, si potrebbe prevedere che nel percorso formativo quinquennale, durante il primo triennio, gli studenti acquisiscano le conoscenze, le abilità e le competenze comuni sia all’insegnante di scuola dell’infanzia che all’insegnante di scuola primaria, come pure quelle specifiche solo per l’insegnante di scuola dell’infanzia; durante il quarto e quinto anno del corso di laurea magistrale lo studente acquisirebbe poi le conoscenze, le abilità e le competenze che servono esclusivamente per insegnare nella scuola primaria. In questo modo non si cambierebbero gli ambiti disciplinari dell’area 1 della tabella 1 (tranne i due che non sono previsti dalle Indicazioni Nazionali), ma si interverrebbe solo per distribuire le attività formative, già previste, fra il triennio e il biennio.

 

 



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