BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Fini ha ragione: a quando "un riordino del sistema paritario"?

Pubblicazione:

Gianfranco Fini (Imagoeconomica)  Gianfranco Fini (Imagoeconomica)

 

Infine alcune dichiarazioni autorevoli dei partecipanti. “Vi è l'esigenza - ha detto il presidente Fini - di un riordino del sistema paritario che, oltre a evitare i conflitti di competenza tra Stato e Regioni, dia certezza a famiglie e istituti scolastici nella fruizione dei sostegni previsti dalla legge” e di “permettere anche alle famiglie meno abbienti di scegliere quella che ritengono sia la migliore opzione educativa per i propri figli”, o quelle del ministro Gelmini tese a riconoscere la presenza di discriminazioni economiche e ad evidenziare l’oggettiva differenza di costi tra il sistema paritario e quello statale (584 contro 6.116 euro), citando dati tratti dal dossier Agesc pubblicato lo scorso anno, affermate in un contesto generale degli interventi teso a riconoscere che il principio di parità è ormai trasversalmente accettato anche se si è ancora di fronte a pregiudizi ed a qualche steccato ideologico che rallentano il percorso, rischiando di renderlo ancora lungo, hanno offerto l’“assist” per l’intervento finale della presidente dell’AGeSC.

 

Maria Grazia Colombo ha voluto evidenziare la necessità che la parità scolastica, percorso di libertà, deve essere portato a compimento per por fine ad “un incredibile caso di sussidiarietà all’incontrario (le famiglie sussidiarie dello Stato) a danno delle stesse famiglie di scuola paritaria” che debbo accollarsi circa 6.245 milioni di euro l’anno per supplire il mancato intervento dello Stato. “La crisi economica non può servire sempre come alibi” ha proseguito, chiedendo con forza interventi immediati che rendano stabili e garantite le pur ridotte risorse attualmente erogate dallo Stato affinché non si debba più assistere all’“annuale ricatto finanziario” in occasione dell’approvazione della legge finanziaria. Al centro vi deve essere la libertà di scelta, una battaglia culturale oltre che economica poiché l’educazione è un bene pubblico, e non un fatto privato, che si può raggiungere solo attraverso un pluralismo educativo.

 

Sarà solo la concreta volontà politica, che potremo verificare nei prossimi mesi, che ci dirà se questo autorevole convegno è stato una “commemorazione” o una “celebrazione” da cui ripartire per dare una risposta definitivamente positiva alle famiglie italiane.

 

 

 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.