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SCUOLA/ Jacopo: la mia tesina sulla scrittura, così la ET121 mi ha fatto scoprire un mondo

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Ho quindi intervistato Gianluigi Da Rold il quale mi ha raccontato come lavorava negli anni ’70 come inviato al Corriere della Sera e di come usare la macchina da scrivere tenesse per lui desta la dimensione della riflessione e il giudizio su ciò che accadeva, cosa che oggi rischia di andare persa in una scrittura, certamente più veloce grazie a un avanzamento tecnologico notevole, ma paradossalmente più meccanica.

Infine ho conosciuto Guido, un radioamatore, nipote di un militare italiano che durante la seconda guerra mondiale lavorava a bordo delle navi dove era addetto alle comunicazioni con telegrafo morse. Dai racconti del nonno, Guido si è appassionato a quel mondo: in casa incominciò ad assemblare lamiere, a studiare la storia, a recuperare manuali… Oggi in soffitta ha una vera e propria stazione di ricezione, piena zeppa di strumenti radiofonici originali delle guerre, ancora funzionanti, con cui parla con gli altri 12 milioni di radioamatori sparsi per il mondo.

 

Qui è emerso come anche questo sistema di comunicazione così rudimentale (punto e linea) conservi ancora oggi un aspetto che si è perso: l’educazione. Nel mondo radiofonico, mi ha raccontato Mauro, c’è una educazione davanti agli altri, un rispetto delle frequenze, delle richieste altrui, e perciò una pazienza, tempi e modi a cui uno si deve sempre piegare, a differenza della rete internet dove tutti vogliono tutto subito, a qualsiasi costo, dove ci si connette e si prende qualsiasi cosa. Il telegrafo morse invece, conclude Mauro, impone un distacco bellissimo, che educa ad un profondo rispetto di chi si ha davanti.

Con la ricchezza di queste testimonianze ho elaborato una “tesina”, dove ho voluto dimostrare, come ho scritto nell’introduzione, che l’informazione oggi è spesso senza riflessione, per questo urge ritrovare la scrittura come possibilità di accedere al senso delle cose.

Fare la “tesina” così è stato un gusto impensato, dove mi sono sorpreso dell’impensabile fascino che c’è dentro un mondo oramai “antico”, e soprattutto l’occasione per mettere in gioco il mio desiderio secondo tutta la sua ampiezza, senza censurare nulla.

 

Jacopo Percivaldi

 

 

 



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COMMENTI
12/07/2010 - La video scrittura (Enrico Ciardella)

Bella l'idea della tesina e, da come è stato descritto, deve essere bello anche il lavoro. Capisco bene il giudizio della tesina di Jacopo, ma vorrei spezzare una lancia in favore dei sistemi di video scrittura. Questi sistemi per me che ho smesso di andare a scuola a quattordici anni dopo aver fatto le "commerciali", avere uno strumento che mi permette di rileggere e correggere rapidamente quanto ho scritto è sicuramente un aiuto straordinario. Prima dell'esistenza di questi sistemi se volevo scrivere un testo comprensibile, sia a mano sia a macchina, dovevo sempre fare una brutta copia e poi lo copiavo "in bella" ed alla fine non ero comunque soddisfatto, tanto è vero che spesso rinunciavo. Adesso, pur sempre con tutti i miei limiti nell'usare un italiano corretto, posso scrivere qualcosa di comprensibile in tempi ragionevoli. Questo senza nulla togliere al fatto che prima di scrivere, come prima di parlare, è opportuno riflettere.