BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ La parabola di Emma smaschera l'ideologia dei "cattivi maestri"

Pubblicazione:

scuola_bambino-disegnoR375.jpg

Inoltre solo la famiglia può garantire ai figli l’unicità di relazioni stabili di fiducia e di amore, entro le quali soltanto la persona può crescere e apprendere. Nessun grande maestro o genio educativo avrebbe potuto sostituire il papà di Emma nell’accompagnarla tra i boschi. E d’altro canto solo la scuola può e deve essere consapevole dei livelli e delle dimensioni di sviluppo della capacità emotivo-relazionale, indispensabile per qualsiasi corretta dinamica di apprendimento dentro e fuori la scuola.

 

Un’ulteriore considerazione è relativa ai diversi contesti scientifici che ci hanno regalato le importantissime acquisizioni sull’apprendimento che noi oggi possiamo utilizzare. Giustamente tali contesti (neurobiologico, neurofisiologico, psicologico, psicologico cognitivo, filosofico della mente, linguistico cognitivo, ecc.) sono diversi e tra loro separati. Non è compito della scienza, ma dell’educatore sì, capire e mostrare come le basi neurobiologiche dell’apprendimento e il loro sviluppo siano necessari e strumentali allo sviluppo della capacità cognitiva, e come l’educazione della capacità cognitiva sia a sua volta necessaria e strumentale alla crescita della capacità di pensiero personale, unico e irripetibile.

 

In più qualsiasi intervento educativo deve potersi inserire tempestivamente in tale parabola di crescita (il papà di Emma non può pensare di portarla a passeggiare tra i boschi con una bussola né a tre anni né a venti), che non può essere colta se non all’interno di un quadro antropologico unitario e completo.

 

Infine quando nella sperimentazione scolastica già realizzata sono insorti problemi? Quando si è voluto scolarizzare il processo d’apprendimento, che è cosa diversa dall’introdurre i processi d’apprendimento a scuola. E per di più lo si è fatto avendo un paradigma di scuola limitato al suo livello riduttivamente istruttivo, ad esempio pretendendo di insegnare alla scuola dell’infanzia - sulla scorta del nostro esempio iniziale - i concetti di spazio, e dimenticando completamente (nella prassi educativa, non nelle affermazioni d’intento), che all’apprendimento è indispensabile la relazione educativa e che la relazione educativa è resa possibile dal sapere chi siamo noi e chi è l’altro (quadro antropologico).

 

È difficile pensare a Emma come a un genio odioso, privato della sua infanzia e che a scuola si sia annoiato.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.