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SCUOLA/ Il nuovo Regolamento può fermare l’invasione degli insegnanti "stranieri"?

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Come s’è avuto modo di evidenziare in altre occasioni, riteniamo che la prova d’accesso al TFA e il conseguente punteggio utile per entrare nella graduatoria degli ammessi (che dovrà tenere conto anche dell’effettivo servizio svolto) siano un filtro sufficiente per intercettare coloro che, potendo vantare giorni di servizio magari racimolati nei modi più diversi, non sono in possesso delle competenze disciplinari e comunicative adatte all’insegnamento. Allo stesso modo, perseguendo questa formula, sono garantiti i diritti legittimi dei già abilitati tramite le vecchie SSIS e non ancora collocati in una posizione lavorativa sicura.

 

Durante i lavori in sede consultiva della Commissione VII del Senato, il sottosegretario Pizza dichiarava a nome del Ministero di voler contrastare un’altra stortura determinatasi in seguito al vuoto legislativo: quella dei laureati italiani che si abilitano all’estero (Spagna, Romania, Svizzera, ecc.) per poi far valere nel nostro Paese i titoli acquisiti.

 

Non abbiamo dati per calcolare l’entità del flusso, che è tuttavia conosciuta all’amministrazione centrale, se essa stessa dichiara (parole del sottosegretario) che “il fenomeno migratorio verso la Spagna di laureati italiani per conseguire l’abilitazione professionale è ben noto al Ministero”.

 

Non c’è altra modalità per contrastare una simile congiuntura, che impropriamente ma inevitabilmente alimenta il mercato parallelo dell’abilitazione all’insegnamento (con inevitabile dinamica di costi/guadagni), che decidersi a promuovere il vero e unico percorso abilitante nazionale.

 

Un’altra ragione ancora che depone a favore dell’accelerazione delle pratiche di partenza del TFA risiede nel termine posto dal Regolamento (art. 15) per accedervi (transitoriamente) con i requisiti con cui si accedeva alle vecchie SSIS: l’anno accademico 2012-2013, ovvero tra due anni, che è come dire secondo i tempi ministeriali, dopodomani.

 

La fase della revisione dello schema di Regolamento dovrà quindi essere breve e tale, al contempo, da recepire almeno alcuni punti qualificanti dei pareri espressi dagli organi consultati, sebbene non in termini vincolanti.

 

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COMMENTI
15/07/2010 - I giovani potranno mai insegnare? (Mariella Ferrante)

Sottoscrivo i giudizi espressi da Fabrizio Foschi e, a mia volta, insisto sull'urgenza che il Regolamento della formazione iniziale dei docenti venga approvato al più presto. E' opportuno che, in vista dell'approvazione, si tenga conto delle modifiche proposte dalla Commissione Cultura della Camera, dalle associazioni docenti che al pari di Diesse sono fattivamente presenti nelle scuole italiane nonché da diversi articoli comparsi sul sussidiario. La scuola ha bisogno dei giovani docenti, soprattutto di quelli che - nonostante lo stipendio non molto allettante e la perdita di credibilità della scuola - desiderano ancora cimentarsi con questa professione perché hanno la consapevolezza che accompagnare i più piccoli nella scoperta e nella conoscenza della realtà sia un compito irrinunciabile del mondo adulto.

 
15/07/2010 - Articolo Foschi del 15-07-2010 (LUCIANO CLEMENTINI)

Il nuovo Regolamento sulla formazione inziale dei docenti probabilmente non fermerà l'afflusso dall'estero di insegnanti abilitati, dato che la circolarità dei titoli professionali nell'ambito dell'Unione europea non può essere messa in discussione. Tuttavia, almeno i nostri giovani neolaureati che desiderano andare ad insegnare non saranno più costretti a rivolgersi a strutture - piuttosto costose... - per conseguire l'abilitazione all'estero. Concordo con le valtuazioni di Foschi, quando afferma che è ormai arrivato il tempo che il ministero si decida ad emanare il nuovo Regolamento sulla formazione per un "vero e unico percorso abilitante" all'insegnamento. Ora che finalmente anche l'ultimo dei pareri previsti dall'iter consultivo è stato consegnato al MIUR dal Senato (con un bel ritardo sulla tabella di marcia prevista, ma tant'è...), occorre che gli uffici del ministero, recependo le indicazioni ricevute dagli organismi consultivi, procedano il più rapidamente possibile alla stesura definitiva del Regolamento. Affinché non solo possano essere avviate dalle università le nuove lauree magistrali per l'insegnamento, ma soprattutto perché il percorso abilitante del TFA possa iniziare da subito, già con il prossimo anno accademico. Lo si deve - dal punto di vista morale e non solo - ai tantissimi ragazzi che sono in attesa da tempo di potersi abilitare, e che in buona parte ogni anno vengono comunque utilizzati, senza tante garanzie, per coprire cattedre vacanti.