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SCUOLA/ Il nuovo Regolamento può fermare l’invasione degli insegnanti "stranieri"?

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Tra questi ricorre (nel parere della Commissione Cultura della Camera, come pure in quella del Senato) la richiesta di garantire una rappresentanza più equilibrata delle due componenti, scolastica e universitaria, all’interno del consiglio del corso di tirocinio e nella commissione d’esame che dovrà presiedere al conferimento dell’abilitazione.

 

Una istanza legittima, rappresentando il consiglio di corso di tirocinio un terreno di incontro tra scuola e università molto favorevole alla reciproca e virtuosa integrazione. Questa medesima prospettiva, quella dell’incontro operoso e operativo tra le due realtà cui compete di insegnare a insegnare, è funzionale, se ben costruita, all’altra importante dimensione del nuovo percorso professionale docente, che è la modalità dell’assunzione o reclutamento.

 

Il sistema abilitante è stato (giustamente) pensato come distinto da quello del reclutamento per evitare di ricadere nelle corsie obsolete delle graduatorie di reclutamento (ora ad esaurimento). Se lo è dal punto di vista normativo, non lo può essere da quello logico e culturale: un buon sistema di preparazione disciplinare e didattica del docente deve potersi sviluppare in un quadro di pluralizzazione delle forme del reclutamento: concorsi per titoli, concorsi ordinari (magari indetti dalle scuole o reti di scuole), chiamata diretta.



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COMMENTI
15/07/2010 - I giovani potranno mai insegnare? (Mariella Ferrante)

Sottoscrivo i giudizi espressi da Fabrizio Foschi e, a mia volta, insisto sull'urgenza che il Regolamento della formazione iniziale dei docenti venga approvato al più presto. E' opportuno che, in vista dell'approvazione, si tenga conto delle modifiche proposte dalla Commissione Cultura della Camera, dalle associazioni docenti che al pari di Diesse sono fattivamente presenti nelle scuole italiane nonché da diversi articoli comparsi sul sussidiario. La scuola ha bisogno dei giovani docenti, soprattutto di quelli che - nonostante lo stipendio non molto allettante e la perdita di credibilità della scuola - desiderano ancora cimentarsi con questa professione perché hanno la consapevolezza che accompagnare i più piccoli nella scoperta e nella conoscenza della realtà sia un compito irrinunciabile del mondo adulto.

 
15/07/2010 - Articolo Foschi del 15-07-2010 (LUCIANO CLEMENTINI)

Il nuovo Regolamento sulla formazione inziale dei docenti probabilmente non fermerà l'afflusso dall'estero di insegnanti abilitati, dato che la circolarità dei titoli professionali nell'ambito dell'Unione europea non può essere messa in discussione. Tuttavia, almeno i nostri giovani neolaureati che desiderano andare ad insegnare non saranno più costretti a rivolgersi a strutture - piuttosto costose... - per conseguire l'abilitazione all'estero. Concordo con le valtuazioni di Foschi, quando afferma che è ormai arrivato il tempo che il ministero si decida ad emanare il nuovo Regolamento sulla formazione per un "vero e unico percorso abilitante" all'insegnamento. Ora che finalmente anche l'ultimo dei pareri previsti dall'iter consultivo è stato consegnato al MIUR dal Senato (con un bel ritardo sulla tabella di marcia prevista, ma tant'è...), occorre che gli uffici del ministero, recependo le indicazioni ricevute dagli organismi consultivi, procedano il più rapidamente possibile alla stesura definitiva del Regolamento. Affinché non solo possano essere avviate dalle università le nuove lauree magistrali per l'insegnamento, ma soprattutto perché il percorso abilitante del TFA possa iniziare da subito, già con il prossimo anno accademico. Lo si deve - dal punto di vista morale e non solo - ai tantissimi ragazzi che sono in attesa da tempo di potersi abilitare, e che in buona parte ogni anno vengono comunque utilizzati, senza tante garanzie, per coprire cattedre vacanti.