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SCUOLA/ Il nuovo Regolamento può fermare l’invasione degli insegnanti "stranieri"?

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Il parere favorevole della Commissione VII del Senato sul Regolamento riguardante la formazione iniziale dei docenti rappresenta un altro piccolo passo avanti verso l’apertura di un nuovo percorso abilitante dopo la sospensione dell’accesso alle SSIS dall’anno accademico 2008-2009 (art. 64, comma 4-ter, D.L. 112/2008).

 

L’atto della Commissione è subordinato all’intenzione del Ministero di scorporare l’attivazione entro il prossimo anno accademico dei tirocini formativi attivi (TFA), dall’avvio dei corsi di laurea magistrali: sia di quelli a ciclo unico per l’insegnamento nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria, sia di quelli per insegnare nella scuola secondaria di primo e secondo grado.

 

Questa decisione è un fatto positivo. Non c’è praticamente alcuna realtà che si occupi della vicenda (istituzionale, accademica, culturale, associativa) che non convenga sulla validità di questo proposito. Si tratta di una convergenza significativa e ampiamente motivata dalla emergenza di tipo vocazional-professionale rappresentata dalle migliaia di laureati in discipline concernenti l’insegnamento che non hanno sbocchi lavorativi adeguati agli studi svolti, in assenza, come detto, di un percorso abilitante.

 

A questa categoria di giovani desiderosi di accedere a un cammino professionalizzante e prossimi alla delusione, nel caso si verifichi per il terzo anno l’assenza di una normativa adeguata, si aggiunge quella dei docenti non abilitati che hanno svolto i fatidici 360 giorni di servizio nelle scuole del sistema nazionale di istruzione.

 

Due situazioni diverse, ma entrambe da sanare, posto che, come giustamente si è sottolineato da più parti, il riconoscimento del servizio svolto non si risolva in una semplice sanatoria, ma semmai nell’abbreviazione del percorso del TFA (che comprende, è bene ricordarlo, oltre a insegnamenti e laboratori pedagogico-didattici, anche 475 ore di tirocinio vero e proprio), previo superamento della prova d’accesso.

 

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COMMENTI
15/07/2010 - I giovani potranno mai insegnare? (Mariella Ferrante)

Sottoscrivo i giudizi espressi da Fabrizio Foschi e, a mia volta, insisto sull'urgenza che il Regolamento della formazione iniziale dei docenti venga approvato al più presto. E' opportuno che, in vista dell'approvazione, si tenga conto delle modifiche proposte dalla Commissione Cultura della Camera, dalle associazioni docenti che al pari di Diesse sono fattivamente presenti nelle scuole italiane nonché da diversi articoli comparsi sul sussidiario. La scuola ha bisogno dei giovani docenti, soprattutto di quelli che - nonostante lo stipendio non molto allettante e la perdita di credibilità della scuola - desiderano ancora cimentarsi con questa professione perché hanno la consapevolezza che accompagnare i più piccoli nella scoperta e nella conoscenza della realtà sia un compito irrinunciabile del mondo adulto.

 
15/07/2010 - Articolo Foschi del 15-07-2010 (LUCIANO CLEMENTINI)

Il nuovo Regolamento sulla formazione inziale dei docenti probabilmente non fermerà l'afflusso dall'estero di insegnanti abilitati, dato che la circolarità dei titoli professionali nell'ambito dell'Unione europea non può essere messa in discussione. Tuttavia, almeno i nostri giovani neolaureati che desiderano andare ad insegnare non saranno più costretti a rivolgersi a strutture - piuttosto costose... - per conseguire l'abilitazione all'estero. Concordo con le valtuazioni di Foschi, quando afferma che è ormai arrivato il tempo che il ministero si decida ad emanare il nuovo Regolamento sulla formazione per un "vero e unico percorso abilitante" all'insegnamento. Ora che finalmente anche l'ultimo dei pareri previsti dall'iter consultivo è stato consegnato al MIUR dal Senato (con un bel ritardo sulla tabella di marcia prevista, ma tant'è...), occorre che gli uffici del ministero, recependo le indicazioni ricevute dagli organismi consultivi, procedano il più rapidamente possibile alla stesura definitiva del Regolamento. Affinché non solo possano essere avviate dalle università le nuove lauree magistrali per l'insegnamento, ma soprattutto perché il percorso abilitante del TFA possa iniziare da subito, già con il prossimo anno accademico. Lo si deve - dal punto di vista morale e non solo - ai tantissimi ragazzi che sono in attesa da tempo di potersi abilitare, e che in buona parte ogni anno vengono comunque utilizzati, senza tante garanzie, per coprire cattedre vacanti.