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SCUOLA/ Lo sapevate che gli Istituti professionali sono quasi meglio dei Licei?

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La graduatoria cambia invece notevolmente, quando si considerino le misure di valore aggiunto delle scuole, calcolate utilizzando gli indicatori di status economico-sociale deducibili dal questionario studenti PISA e il giudizio di uscita della scuola media. Mentre nella graduatoria delle scuole in valori assoluti le prime sette posizioni sono occupate dai Licei, nella graduatoria in valore aggiunto sono due Istituti tecnici le scuole che conseguono risultati significativamente sopra la media Ocse.

 

Inoltre, delle nove scuole sotto la media Ocse in valori assoluti, sei sono istituti professionali, due istituti tecnici e una soltanto un liceo. Quando però si passa alla graduatoria di valore aggiunto, le sei scuole che conseguono risultati significativamente inferiori alla media Ocse sono egualmente ripartite fra le tre tipologie di istituti.

 

Maggiori lumi in proposito inizierà forse a darli il Servizio Nazionale di Valutazione che nel 2011 debutterà con la prova relativa al secondo anno delle scuole superiori.



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COMMENTI
16/07/2010 - gli istituti professionali,scuola di trincea (ugo panetta)

I risultati degli studenti degli ist. prof.li sono in assoluto, nella uniformità dei "programmi" della scuola superiore italiana, inferiori a quelli dei licei, per l'ovvio motivo costituito dal diverso background socio economico. Tuttavia, gli ist. prof.li hanno svolto, dagli anni '50, una funzione sociale importantissima, avendo consentito, a generazioni di giovani, scolarizzazione e apprendimento di mestieri, togliendoli dalla strada e avendo comunque nel tempo elevato la preparazione culturale e professionale. E non a caso oggi il maggior numero di studenti extra comunitari si trova proprio in tali scuole, ritenute a torto scuole dove prevale la manualità. Il problema è il misconoscimento di tale realtà da parte della società e dei media, che continuano, in una impostazione culturale gentiliana e di classe, a porre i riflettori solo sui licei, ad esempio per gli esami di maturità quando si pubblicano solo le prove dei licei e si intervistano solo gli studenti liceali relegando nell'ombra gli altri. Probabilmente, una accorta valorizzazione mediatica di tali scuole farebbe crescere il loro appeal, spingendo un maggior numero di ragazzi a frequentare corsi che danno preparazione culturale di base e avvicinamento a professionalità la cui domanda sul mercato rimane senza risposta, rendendo elevata la disoccupazione giovanile. Sono scuole di trincea, certo, ma per questo molte di esse sono già riuscite a raggiungere risultati in linea con gli obiettivi della riforma.

 
16/07/2010 - La vocazione dei Licei scientifici (Giorgio Baioni)

E' evidente a chiunque si occupi di istruzione che il titolo dell'articolo sia di natura provocatoria, però mi sembra giusta una riflessione sul ruolo dei Licei scientifici nella crisi in cui versano i Corsi di laurea in Chimica, Fisica e Matematica. Qualche anno fa alcune università italiane si fecero promotrici di iniziative di orientamento presso gli Istituti superiori al fine di poter aumentare il numero di iscritti ai Corsi di lauree scientifiche. Se i Licei scientifici non trasmettono, attraverso i loro insegnanti, la passione per la chimica, la fisica, la biologia, la matematica, ecc. significa che queste scuole stanno perdendo la loro vocazione e tutto ciò forse ha proprio a che fare con l'impostazione generalista dell'insegnamento di queste discipline. Che in un Liceo scientifico non vi sia una stretta corrispondenza tra titolo di studio e disciplina scientifica insegnata è, a mio parere, la vera anomalia anche di questa riforma.

 
16/07/2010 - Condivisione e dubbi (Michele Donnanno)

Penso che la misurazione del valore aggiunto prodotto dalle scuole sia la strada giusta sulla quale impiantare un serio discorso sulla scuola che valorizzi anche il merito degli insegnanti. Insegnare è infatti un lavoro di un gruppo e non del singolo. E perciò trovo molto interessanti gli argomenti che la signora Pedrizzi ha esposto. Ma sulla tesi relativa alla differenza tra Licei e Professionali nella produzione di valore qualche dubbio ce l'avrei. Infatti, se le percentuali di selezione nelle classi prime dei due segmenti sono significativamente diversi, mi pare evidente che questo influisca nella determinazione degli indici che vanno a misurare il valore aggiunto. O sbaglio?

 
16/07/2010 - Fattore tempo (Gianni Stival)

A mio parere gli studenti del liceo sono penalizzati dal fatto che studiano già tutto il giorno. Se un ragazzo studia già otto ore aumentare di un'altra ora cambia poco. Il discorso ovviamente non vale per gli studenti dei professionali che quando va bene studiano al massimo un'ora al giorno. Per loro aumentare il lavoro anche solo di un'altra ora significa raddoppiare il lavoro svolto.