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SCUOLA/ Israel: la rivoluzione? Stop ai docenti malati di metodologia

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Non ho spazio per argomentare in dettaglio, mi limito a qualche osservazione sparsa. Quel che abbiamo di fronte è un pasticcio composto da una serie di ingredienti incongrui: un po’ di formalismo rappresentato da una persistente insiemistica, un rallentamento pernicioso nell’introduzione del bambino al mondo dei numeri, la riduzione di questa introduzione a un approccio intuitivo che rappresenta una vera e propria regressione alla visione quantitativa pre-ellenica (la matematica mesopotamica delle “bullae” è uno dei modelli della nostra scuola primaria). A ciò si aggiunge una violazione smodata del principio di Occam: si moltiplicano definizioni insensate, come la divisione per ripartizione e per contenenza, la regola dissociativa dell’addizione e altre follie, che ingombrano la mente del bambino di strutture vuote. È il trionfo del formalismo, ma di un formalismo regressivo, che riconduce questo profluvio di regole a mere pratiche di disegno, di colori, di ritagli.

 

Per converso, mentre la matematica è stata ridotta a sapere pratico quasi manuale, e però tutto ridotto a regole e principi, mentre la sua materia - i numeri, le figure geometriche - è da un lato impoverita (il bambino in prima non deve andare oltre il numero 20!), dall’altro ridotta ad altro da sé, la storia e le geografia sono ridotte a materie queste sì pienamente formali. Non si studiano entità fisiche concrete né eventi realmente accaduti nella storia dell’umanità, ma ci si esercita formalmente a costruire «le proprie geografie», a elaborare «le proprie storie». La geografia è ridotta a scienza della spazialità e la storia a scienza della temporalità.

 

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COMMENTI
02/07/2010 - Metodi disciplinari e metodi didattici (enrico maranzana)

"Fintantoché la discussione sui contenuti dell’insegnamento sarà bandita" .. la riflessione sui contenuti è uno dei momenti essenziali del governo dei processi di apprendimento: i contenuti sono "lo strumento, l'occasione" per la maturazione dei giovani. Prima si "elaborano e si adottano gli indirizzi generali", espressi in termini formativi e educativi, poi si mettono a punto occasioni di apprendimento finalizzate, anche, a trasmettere una corretta immagine delle discipline. "La pratica dei metodi di indagine propri dei diversi ambiti disciplinari", "punto fondamentale e imprescindibile" è la chiave di volta: la traduzione di un brano latino, la ricerca di soluzioni di situazione geometriche ignote, l'interpretazione di un testo volta a sostenere una tesi … sono situazione che richiedono procedimenti risolutivi simili, procedimenti che implicano l’esercizio delle stesse capacità. Se gli obiettivi dell'apprendimento dei nuovi regolamenti fossero stati concepiti a partire da tale principio, il conoscere e l’applicare non avrebbero avuto la rilevanza che è stata data loro. Può essere utile sottolineare che lo studente, quando affronta un compito esibisce un comportamento utile per gestire sia i processi d'apprendimento, sia la sua crescita disciplinare.