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SCUOLA/ Progettare il lavoro dei prof si deve: lo dice l’autonomia

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La bozza di Regolamento sulla formazione iniziale dei nuovi insegnanti è all’origine di un dibattito che ha messo in piena luce la confusa situazione in cui vive il nostro sistema educativo, di istruzione e formazione: l’ambito del problema non ha trovato definizione e, di conseguenza, le argomentazioni sono figlie di un sentire individuale, indeterminato e non oggettivo. Si tratta di un’osservazione che scaturisce dalla comparazione con quanto avviene nel mondo del lavoro: l’assunzione di un dipendente è vincolata da parametri puntualmente enunciati, descritti in mansionari o in matrici di responsabilità che formalizzano aspettative e prestazioni dovute. Nella scuola, invece, il management è prassi sconosciuta: la gestione delle risorse umane avviene come se complessità e visione sistemica fossero concetti marginali, come se il tempo si fosse fermato all’inizio del ‘900.

 

Eppure le norme sull’autonomia pongono la progettazione organizzativa a fondamento del governo delle istituzioni scolastiche; queste, per onorare il mandato ricevuto devono (a) suddividere  il problema formativo in parti, individuando le componenti, i soggetti responsabili e la struttura unificante; (b) precisare le funzioni che i diversi soggetti devono assolvere; (c) esplicitare i compiti corrispondenti a ogni funzione.

 

L’ITC Parini di Lecco ha onorato il mandato ricevuto e, nel paragrafo “progettazione organizzativa” del POF pluriennale, ha enunciato i caratteri della professionalità dei docenti.

 

“La professionalità del docente è fatta da competenze disciplinari e pedagogico-didattiche, più competenze organizzative. Si sviluppa lungo una dimensione individuale coniugata con una dimensione di gruppo.

La professionalità si manifesta, attraverso l’insegnamento della propria disciplina, mettendone a frutto le valenze formative. In tale ottica, il Docente: 1. contribuisce alla programmazione dell’attività educativa quale componente del Collegio dei docenti; 2. progetta e gestisce, quale membro del Consiglio di classe, i percorsi formativi seguendo gli orientamenti e gli obiettivi indicati dal Collegio dei docenti; 3. opera nei gruppi di lavoro e nei Dipartimenti disciplinari per elaborare risposte ai problemi individuati dal Collegio dei Docenti e dai Consigli di Classe; 4. progetta e gestisce in classe le occasioni di apprendimento per conseguire sia gli obiettivi collegialmente individuati sia i traguardi della disciplina che insegna; 5. comunica ai propri studenti, prima di iniziare una nuova fase del percorso formativo, le competenze che saranno perseguite e valutate al termine dell’attività; 6. verifica l’apprendimento degli studenti in relazione agli obiettivi formativi perseguiti Formula una proposta di voto per la valutazione del CdC, corredandola con un sintetico giudizio motivante; 7. avanza a CdC richieste e proposte per attività integrative, interventi di recupero etc.”

 

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