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SCUOLA/ Progettare il lavoro dei prof si deve: lo dice l’autonomia

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Non si tratta di un’enunciazione teorica: specifici documenti e organismi sono stati predisposti per concretizzare la struttura prevista e per ufficializzare/pubblicizzare le decisioni assunte.

1. “il Collegio dei docenti espone all’albo dell’istituto la programmazione dell’azione educativa” in cui sono scanditi gli obiettivi annuali, espressi in termini di capacità, integrati dai relativi descrittori di processo. In tal modo i rischi di fraintendimento sono significativamente ridotti e le famiglie sono edotte sull’aspetto fondante l’offerta formativa;

2. nel documento di programmazione, “da presentare nel 1° consiglio di classe aperto, da depositare agli atti della scuola, si prefigura, sulla base delle informazioni acquisite ad inizio anno, il percorso che consentirà agli studenti di conquistare le mete fissate dal Collegio, obiettivi comuni a tutti gli insegnamenti che ogni docente deve raggiungere attraverso la sua disciplina”. Parte integrante del documento è la tavola sinottica di programmazione capacità-competenze, che prevede più tabelle, una per ogni capacità perseguita. Sono strutturate in due colonne: la prima è intestata alla materia di insegnamento, la seconda alle competenze che si intendono promuovere (comportamenti attesi che gli studenti esibiscono affrontando un compito);

3. a) il docente è eleggibile nella commissione Valutazione Efficacia Attività Didattica che segue l’attività formativa/educativa della scuola per “misurare il grado di conseguimento degli obiettivi programmati (capacità): l’analisi dello scostamento obiettivi..risultati facilita il governo del servizio scolastico”. In particolare organizza “due prove comuni per classi parallele (ad inizio e a fine anno scolastico), per osservare l’evoluzione di una stessa classe in una o più discipline dai livelli iniziali a quelli finali, valutando la coerenza dei risultati tra classi parallele dell’Istituto”;

3. b) il docente partecipa al lavoro dei Dipartimenti disciplinari sia per “aggiornare per ogni anno di studio i repertori di competenze che esplicitano come le capacità siano da integrare con le conoscenze”; sia per mettere a punto specifici percorsi per conseguire gli obiettivi collegialmente individuati nonché gli obiettivi dell’apprendimento indicati nei programmi delle diverse materie (competenze) e per trasmettere le conoscenze disciplinari;

3. tre percorsi esemplificano l’attività di progettazione di occasioni di apprendimento:

Percorso didattico sui numeri naturali e sistemi di numerazione;

Problema – modello – esecutore;

Usiamo i logaritmi per “riordinare” la scuola.

 

 

 



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