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SCUOLA/ Per capire la matematica serve più guardare un panorama che far di calcolo

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Un libro non potrò mai prevedere tutte queste possibilità, proprio come non si possono prevedere tutte le forme concrete che la vita assume. In una lezione di matematica è una frase di un allievo, un errore di calcolo, una similitudine con un esercizio già svolto, mille altre situazioni, che possono stimolare questi momenti di lavoro sul concreto. Molto spesso chi decanta la matematica per la sua perfezione (che è un fatto reale!), per la sua algidità (che è un cliché!), è chi non la capisce. I matematici, al contrario, quasi sempre la fanno con passione, talvolta con sofferenza. Anche i nostri ragazzi soffrono sulla matematica, ma in un altro senso...

 

E allora, possiamo far sì che questa rivoluzione tecnologica che stiamo vivendo ci aiuti a far lezione in questo senso? Io credo che sia possibile, e anzi inevitabile, purché si sia consapevoli che c’è un rischio molto forte che si può andare anche nella direzione opposta. È del tutto ovvio che non basta la presenza di una lavagna interattiva in più o di venti notebooks per cambiare una scuola; c’è però anche la tentazione più sottile di pensare che il ruolo dell’insegnante diventerà sempre di più quello di un manovratore di strumenti che, loro, creeranno gli ambienti e le situazioni di apprendimento. Non è così. Proprio perché gli strumenti sono più potenti abbiamo sempre più bisogno di veri insegnanti che sappiano far lezione, e di veri maestri nel senso più alto della parola: anche in matematica.

 

 

 



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COMMENTI
27/07/2010 - Tra il dire e il fare (enrico maranzana)

Le nuove tecnologie stanno rivoluzionando il nostro modo d'apprendere NON il modo d'insegnare: lo scenario culturale è cambiato, la scuola, che vive nel passato, ne ha banalizzato e ne banalizza la portata (competenze VS conoscenze). Di conseguenza l'immagine della matematica proposta non ha alcuna possibilità di coinvolgere i docenti che, come argomenta W. Maraschini (CFR. algebra onnivora), insegnano per regole privilegiando la ripetitività alla ricerca. La situazione evoca quanto scritto sulla porta di un museo di tecnologia americano: la saggezza è stata offuscata dalla conoscenza; la conoscenza è stata offuscata dall'informazione; l'informazione è stata offuscata dai dati. Massima che afferma: la corrente elettrica erogata da una centrale non può scorrere in fili destinati a impianti domestici. Per far risaltare la natura del sapere umano (vento e non sostanza immutabile) si potrebbe iniziare rivisitando il significato di due parole: "Problema", "Errore". I PROBLEMI nascono quando un uomo non sa come raggiungere una meta e ha già fallito un primo tentativo: nella scuola lo studente modello non ha problemi, risolve prontamente le questioni poste. ERRORE deriva da errare, andare di qua e di là, ricercare: l'errore è una fonte preziosa di informazioni, indispensabili per correggere il cammino intrapreso: nella scuola chi commette errori è bocciato.