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SCUOLA/ Perché le capacità degli studenti non sono l’architrave del nuovo Regolamento?

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La parte generale del progetto si conclude con il paragrafo verifica e valutazione che prefigura l’essenziale “sistema di osservazione e di misurazione dei risultati intenzionalmente prodotti dall’attività didattica. Il controllo è efficace solo se si identificano le cause degli scostamenti tra risultati e obiettivi e si predispongono interventi che migliorino l’incisività delle occasioni di apprendimento”.

 

La parte comune a tutti gli insegnamenti è successivamente sviluppata all’interno delle singole materie: prendiamo in considerazione il programma di informatica per riconoscerne la struttura.

Inizialmente, riformulate le finalità generali per inquadrarle all’interno dell’area disciplinare, sono tratteggiati gli obiettivi triennali dell’apprendimento e si accredita la metodologia informatica delle potenzialità necessarie al conseguimento dei traguardi.

In seguito e per ogni anno si scandisce il percorso con l’indicazione degli obiettivi da conseguire. Significativo il fatto che questi altro non sono che una specificazione operativa delle capacità indicate nel paragrafo Coordinamento didattico. Per la classe terza, ad esempio, è stato suggerito di far convergere tutti gli insegnamenti verso lo sviluppo e la promozione della capacità di costruire modelli: gli obiettivi dell’apprendimento (competenze specifiche) si fanno carico di tale compito precisando quanto necessario per conquistare la meta.  

 

Rilevante il fatto che il programma ha come architrave la scansione annuale del processo di apprendimento. Gli argomenti disciplinari non sono temporalmente suddivisi in quanto:

- sono gli obiettivi annuali a definire il mandato affidato al docente: gli argomenti rappresentano strumento ed occasione per il loro conseguimento;

- si valorizza la funzione docente: essa si esplica principalmente nella creazione di occasioni di apprendimento;

- si favorisce la collegialità di gestione del processo formativo.

 

La divergenza che i nuovi regolamenti mostrano rispetto al progetto ministeriale esaminato deriva dal fatto che le capacità degli studenti non sono l’architrave del recente riordino.

Fortunatamente le scuole sono autonome, hanno un’organizzazione che il legislatore ha disegnato in conformità ai dettami delle moderne scienze dell’amministrazione e, pertanto, sono in grado, se vogliono, di bypassare quanto ostacola l’efficacia del loro servizio: un atto del governo, se difforme dalla legge, è privo d’efficacia.

 

 



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