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SCUOLA/ Perché le capacità degli studenti non sono l’architrave del nuovo Regolamento?

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All’origine del dibattito che ha contrapposto le conoscenze alle competenze si trovano sia il significato attribuito alla finalità del sistema educativo di istruzione e di formazione, identificato dalla legge nella promozione dell’apprendimento, sia l’assenza/presenza di un'ottica sistemica.

 

Intorno al significato di apprendimento si scontrano due concezioni opposte: nel glossario distribuito con le linee guida per i tecnici e i professionali si legge che l’apprendimento è erogato, la scuola lo possiede e lo dispensa. L’esito di tale concezione è visibile, anche, nell’articolazione dei risultati dell’apprendimento dei diversi percorsi liceali in cui i verbi utilizzati per identificare le prestazioni attese sono, prevalentemente, conoscere e applicare.

 

Sull’altro versante, invece, l’apprendimento coincide con i processi evolutivi della personalità dei giovani, facilitato e sostenuto da “la progettazione e la realizzazione di interenti di educazione, formazione e istruzione”.

 

Da tale assunto discende una triplice responsabilità della scuola, responsabilità interdipendenti e gerarchicamente strutturate. La trasposizione in campo scolastico di quanto è scritto nell’all. A - intro 2 - delle linee guida per gli istituti tecnici mostra i caratteri del campo d’attività delle scuole: “È progressivamente cambiato il focus con cui sono studiati i processi scolastici: si è passati dall’insegnamento delle singole materie, in termini d’erogazione della conoscenza, per giungere alla più recente impostazione che vede al centro del servizio la gestione della scuola nel suo insieme, con le funzioni in cui si articola, affrontate singolarmente, ma sempre inquadrate in un’ottica sistemica e ad essa ricondotte. Nel frattempo, si è anche verificato uno spostamento di attenzione, per non dire centralità, verso l’organizzazione e il sistema informativo, la gestione delle relazioni interpersonali e degli aspetti comunicativi”.

 

Immediato emerge un interrogativo: quale sarebbe stata la struttura dei nuovi regolamenti se fossero stati concepiti in conformità alla seconda interpretazione, propria dell’attuale sistema di regole?

 

Tra queste:

1. Legge 53/2003 - “Definizione del sistema educativo di istruzione e formazione: è promosso l'apprendimento in tutto l'arco della vita e sono assicurate a tutti pari opportunità di raggiungere elevati livelli culturali e di sviluppare le capacità e le competenze, attraverso conoscenze e abilità (…)”

2. DPR 275/99 - (…) “L'autonomia delle istituzioni scolastiche è garanzia di libertà di insegnamento e di pluralismo culturale e si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana (…)”.

 

Molte sono le esperienze che la scuola ha maturato, utili per rispondere al quesito posto, delle quali, alcune,  d’origine ministeriale validate da sperimentazioni nazionali assistite, da sistematici monitoraggi. Il progetto ministeriale “Mercurio” è tra queste.

 

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