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SCUOLA/ Carolina a "lezione" da Maria Zambrano: senza maestri un popolo muore

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Maria Zambrano  Maria Zambrano

Il sussidiario pubblica una selezione di “tesine” presentate da alcuni studenti all’esame di maturità. La tesina, disponibile con link a lato testo, è introdotta da un breve articolo, in forma di lettera al direttore, in cui l'autore spiega il progetto, la storia, le motivazioni del suo lavoro. Gli studenti che volessero inviare la propria tesina possono farlo scrivendo a redazione@ilsussidiario.net

 

Caro direttore,

 

il lavoro della mia tesina è cominciato circa un anno fa, dopo aver visto al Meeting di Rimini la mostra su Maria Zambrano. Di questa filosofa spagnola del ’900 mi ha colpito in modo particolare il modo in cui lei parla dei suoi maestri e della necessità propria di ogni uomo di incontrare una guida che sveli il senso di sé e della realtà che lo circonda. Sentendomi completamente descritta dalle sue parole ho deciso di approfondire il suo pensiero e in particolare la tematica dell’educazione: abbandonarsi con fiducia alla realtà è possibile solo in virtù di una guida, di un padre che attraverso il suo insegnamento introduca alla verità.

 

Nel corso dell’anno, incontrando diversi autori, mi sono chiesta come la presenza o meno di un maestro influiva nella loro vita personale e artistica; e questo rapporto, a volte critico, è emerso in tre uomini, distanti per epoca e nazione: Seneca, Pascoli e Cézanne. In Seneca l’aspetto che ha destato il mio interesse è il fascino ancora attuale del suo pensiero, del quale la Zambrano parla nel testo El pensamiento vivo de Seneca. Egli è ancora vivo nella cultura europea ed è capace di generare “figli” se lo si ricerca come un maestro da seguire.

 

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