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SCUOLA/ Carolina a "lezione" da Maria Zambrano: senza maestri un popolo muore

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Maria Zambrano  Maria Zambrano

 

La mancanza del padre è invece la condizione nella quale si trova a vivere Pascoli; la nostalgia, l’angoscia e il desiderio che già a una prima lettura mi avevano colpito, si sono spiegate proprio attraverso il sentimento dell’essere orfano. In Pascoli emerge tutto l’impeto di comprendere la realtà, che resta però indecifrabile mancando qualcuno che lo guidi nel cammino di conoscenza. Per ultimo Cézanne che, pur vivendo in un momento nel quale qualsiasi tradizione artistica sembra essere rinnegata, si confronta con i grandi maestri del Louvre e imitandoli ritrova il vero senso della sua arte: imitare la natura così come questa si presenta ai nostri occhi.

 

Attraverso il confronto con i miei professori e con i testi della Zambrano si è chiarito in me come sia fondamentale per ogni uomo seguire i passi di un altro che, anche per un breve tratto, illumini il cammino. Più il testo prendeva forma, più il mio interesse aumentava, grazie sopratutto al rapporto con Giorgio Vittadini, che mi ha spronato a non fermarmi all’apparenza o a giudizi affrettati. In questo senso si è rivelata fondamentale anche per me in questo ultimo anno di liceo la presenza di quello che Maria Zambrano definisce “padre spirituale”,di una guida che mi rilanciasse, nel lavoro per la maturità e nella vita di tutti i giorni, a ricercare il senso di me e del mondo che mi circonda.

 

Carolina Braschi

 

 

 



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