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SCUOLA/ La lettera di Davide: ecco il mio bilancio di 5 anni di liceo

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Caro direttore,

 

quando, due mesi fa, la mia prof.ssa di italiano e latino mi propose di scrivere un breve articolo sui miei 5 anni di Liceo scientifico, io accettai immediatamente, considerando anche che il mio sogno sarebbe quello, un giorno, di poter lavorare in una redazione giornalistica. Solo dopo, però, mi sono reso conto di quanto potesse essere difficile analizzare con lucidità e veridicità anni che mi hanno dato e tolto così tanto.

 

Questo quinquennio mi ha sicuramente offerto una formazione di base; sono stati tanti gli argomenti trattati, forse troppi, in relazione alle ore a disposizione. Il problema, però, è la superficialità con la quale le varie materie ci sono state spiegate. È un dato di fatto che, dovendo insegnare tanto con poco tempo a disposizione, i professori, non per colpe loro ma perché costretti dal programma, possano offrire soltanto una formazione superficiale, priva di concretezza per il futuro degli alunni.

 

A questo, si deve aggiungere una continua modificazione del corpo insegnanti, a causa della quale ogni volta siamo stati costretti ad adattarci ad un nuovo metodo di spiegazione e di valutazione. Per quanto concerne matematica, ad esempio, nella nostra classe del Liceo “G.B. Vico” di Corsico (Milano) sono state cambiate quattro professoresse in cinque anni; è indubbio che essere spostati da una classe all’altra ogni anno è difficile per gli stessi insegnanti, ma è altrettanto vero che, se io e i miei compagni di classe abbiamo enormi lacune in alcuni aspetti di certe materie, è anche per questi continui cambiamenti, anno dopo anno.

 

Inoltre, una parte, per fortuna ristretta, di professori non ha saputo coinvolgere la classe con la spiegazione della propria materia. Non perché non conoscessero il loro campo; non mi permetterei mai, dal basso del mio misero diploma, di giudicare l’efficienza e la conoscenza degli argomenti di persone laureate. Quello che, però, posso evidenziare, è il fatto che alcuni professori, durante il quinquennio, non hanno saputo suscitare il nostro interesse; altri, invece non hanno saputo aiutare gli alunni in difficoltà. In terza e in quarta, ad esempio, io e i miei compagni abbiamo avuto una professoressa di matematica e fisica che, alle domande relative a qualche incomprensione sul libro di testo, rispondeva con un ripetitivo “leggete il libro, che è organizzato molto bene”. Scritto in questa maniera, sembra quasi un fatto comico; in realtà, la situazione è stata grave ed è stata molto più complessa di quanto si possa spiegare a parole, per coloro che hanno avuto difficoltà con le materie insegnate da quella professoressa.

 

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COMMENTI
02/08/2010 - per Davide Mamone (Michele Borrielli)

grazie per la risposta, anche se Le chiederei di trovare lo spazio ed il tempo per rispondere anche a qualcun altra delle altre domande. Una precisazione: in Italia le esperienze chimiche laboratoriali effettuate dagli alunni si fanno. E' anche prevista una valutazione per il pratico. Sicuramente, ad esempio, egli Istituti tecnici industriali, nei licei scientifico tecnologici (purtroppo eliminati nella parte più importante, quella dell'affidamento della chimica al docente chimico e del notevole spazio dato alle attività laboratoriali) Istituti nei quali l'insegnamento della chimica viene affidato ai docenti laureati in discipline chimiche della attuale classe di concorso A013-futura A-33. Sui Licei non posso testimoniare nulla (e infatti le sue informazioni mi aiuterebbero a cercare di capire il "mistero" tutto italiano dell'insegnemento-calderone "scienze naturali"), in quanto come docente laureato in discipline chimiche della attuale classe di concorso A013-futura A-33 attualmente non posso insegnare la disciplina nella quale sono laureato, la chimica... in futuro? Chissà, se ,nell'ambito di questa riforma "epocale", mi sarà consentito? Che ne pensa? La ringrazio anticipatamente per le sue ulteriori risposte e Le faccio i migliori auguri per il futuro

 
02/08/2010 - ... (Davide Mamone)

Per Gianni Mereghetti: Ringrazio lei per queste belle parole, sono felice che questa lettera sia stata apprezzata e interpretata nella maniera più adeguata. Per Michele Borrielli: Rispondendo a tutte le domande, singolarmente, mi dilungherei un pò troppo (forse non avrei neanche lo spazio necessario). Ciò che posso farle, è un discorso generale. Per essere un Liceo Scientifico, paradossalmente le materie scientifiche vengono "sottovalutate", a volte addirittura snobbate. Di attività in laboratorio ne abbiamo fatta poca, ma davvero poca; al di là dell'Oceano, nelle high-school, l'ora di scienze della terra/chimica/fisica/biologia viene concepita come ora di laboratorio a prescindere. E' raro stare in classe; anche le interrogazioni non vengono fatte tra i banchi, bensì tra gli strumenti di laboratorio. E si tratta di interrogazioni riguardanti esperimenti/attività compiute nel laboratorio stesso, dai medesimi alunni. in Italia, invece, avviene l'esatto contrario. Questo penso sia significativo; la signora Gelmini dovrebbe pensare a questo tipo di rivoluzione, piuttosto che continuare a tagliare fondi in maniera selvaggia, facendo proposte oscene e totalmente fuori dalla logica. Prendere esempio dai più bravi non sempre fa male; sarebbe bello che qualcuno, in questo Paese lo capisse.

 
02/08/2010 - GRAZIE (Gianni MEREGHETTI)

Grazie Davide per la tua lettera, per i tuoi giudizi così puntuali, per la tua lealtà. Che bello avere studenti così! E' quello che più stimo, questa decisione di andare al fondo di ogni cosa. Io insegnante ho bisogno di avere studenti come te che non me ne risparmiano una, che mi sfidano su ogni momento della vita scolastica, perchè è solo da un giudizio che io posso continuare ad imparare ad andare in classe con maggior intensità. Grazie poi perchè mi hai ridetto cosa uno studente desidera incontrare a scuola, un uomo che insegnando bene la sua materia lo sappia guardare con simpatia totale. Quello che tu hai scritto mi ha fatto venire in mente come don Luigi Giussani definisce l'insegnante: "se chi insegna -scrive don Giussani - fosse veramente cristiano, insegnerebbe con una precisione circa la verità di quel che dice, con un amore alla verità di quel che dice e, perciò, con più poesia ( poesia nel senso generale del termine); con più amore a chi ha davanti, perciò con più pazienza, con più adattabilità, pronto a valorizzare osservazioni che venissero dagli scolari, pronto a rispondere a domande insistenti, anche troppo analitiche, che gli scolari facessero: insomma, una disponibilità alle esigenze della scolaresca che si chiama carità". E' questo che io desidero essere ogni volta che entro in classe, e avere studenti come te mi aiuta. Grazie Gianni Mereghetti

 
01/08/2010 - sarebbe interessante chiedere a questo liceale... (Michele Borrielli)

...quante e quali esperienze di laboratorio ha effettuato nell'intero quinquennio di - nota bene - un Liceo Scientifico? Erano esperienze dimostrative o gli studenti hanno effettivamente personalmente operato in laboratorio, come si fa negli istituti tecnici e in buona parte dei Licei del resto del mondo? Il/la suo/a docente di Chimica era laureato in chimica? (Molto improbabile, visto che attualmente nei licei la quasi totalità di docenti di "scienze naturali" della attuale A060-futura A-46 non è laureata in discipline chimiche ma in scienze naturali o biologiche.) Ha avuto modo di confrontare il suo grado di preparazione in chimica con suoi coetanei di altri Licei di altre parti del mondo? Sa per caso se i docenti di chimica dei suoi coetanei di altri Paesi sono laureati in chimica, se hanno svolto le stesse esperienze laboratoriali alle quali ha avuto modo di partecipare? Pensa che sarebbe stato meglio per lui e i suoi compagni apprendere la chimica da un docente laureato in discipline chimiche, come accade per i suoi coetanei degli istituti tecnici, e anche dei futuri professionali, con abbondanza di esperienze laboratoriali? Pensa che si iscriverà ad un corso di laurea chimico? Ci sono tra i suoi compagni persone intenzionate a farlo? Pensa di aver tutti gli elementi per poter escludere una sua "vocazione chimica", o avrebbe preferito acquisire ulteriori elementi per poter meglio scegliere, anche da un docente laureato in discipline chimiche?