BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ La lettera di Davide: ecco il mio bilancio di 5 anni di liceo

Pubblicazione:

metropolitana_solitudineR375.jpg

 

Un altro aspetto sul quale sono rimasto molto deluso è stato la gestione dei crediti formativi. All’inizio di questo quinquennio, il Preside aveva fatto un discorso a tutte le classi prime: dal triennio in poi, soprattutto, era importante studiare con tanta costanza in modo da accumulare crediti formativi per l’esame di Stato. Più studio, medie più elevate, più punti di credito; un’equazione giusta, semplice e corretta. Peccato che poi in pratica non sia stato così, perché nel corso dei cinque anni alcune delle persone che davvero si sono impegnate e hanno fatto di tutto per alzare la propria media non sono state premiate per nulla.

 

Nonostante questi aspetti negativi, è indubbio che questi cinque anni mi abbiano fatto crescere molto: convivere con altre venti persone per nove mesi ogni anno mi ha cambiato nel modo di essere e nei rapporti con gli altri. In questo quinquennio ci sono state tante falsità, tanti litigi, discussioni, incomprensioni, ma anche la nascita di vere amicizie e di nuovi legami. Se ripercorro questi anni e provo a ricordarmi com’ero in prima, mi vedo in maniera diversa, in maniera migliore, proprio perché tutti gli avvenimenti accaduti durante quest’esperienza mi hanno portato ad un cambiamento positivo.

 

Senz’altro il Liceo mi è servito per un aspetto assolutamente fondamentale: durante questi anni ho capito il metodo da utilizzare nello studio, un metodo che porterò e manterrò nel mio futuro da universitario. Diversamente avrei proseguito gli studi senza un’organizzazione del lavoro valida e concreta; ora, invece, so quanto ho bisogno di studiare per memorizzare certi argomenti, ho la consapevolezza di come farlo e in quali tempi.

 

Purtroppo, però, al termine di questa esperienza scolastica, mi rimane dell’amaro in bocca; questi esami di Stato non hanno rappresentato, per me, l’epilogo di cinque anni soddisfacenti, ma una sorta di liberazione da un mondo che mi ha deluso. Un mondo che, in un modo o nell’altro, mi ha fatto crescere profondamente, come detto, e che mi ha cambiato; ma che non ha saputo darmi quella “spinta” che pensavo potesse darmi, prima di iniziare questi cinque anni.

 

Davide Mamone

 

 

 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
02/08/2010 - per Davide Mamone (Michele Borrielli)

grazie per la risposta, anche se Le chiederei di trovare lo spazio ed il tempo per rispondere anche a qualcun altra delle altre domande. Una precisazione: in Italia le esperienze chimiche laboratoriali effettuate dagli alunni si fanno. E' anche prevista una valutazione per il pratico. Sicuramente, ad esempio, egli Istituti tecnici industriali, nei licei scientifico tecnologici (purtroppo eliminati nella parte più importante, quella dell'affidamento della chimica al docente chimico e del notevole spazio dato alle attività laboratoriali) Istituti nei quali l'insegnamento della chimica viene affidato ai docenti laureati in discipline chimiche della attuale classe di concorso A013-futura A-33. Sui Licei non posso testimoniare nulla (e infatti le sue informazioni mi aiuterebbero a cercare di capire il "mistero" tutto italiano dell'insegnemento-calderone "scienze naturali"), in quanto come docente laureato in discipline chimiche della attuale classe di concorso A013-futura A-33 attualmente non posso insegnare la disciplina nella quale sono laureato, la chimica... in futuro? Chissà, se ,nell'ambito di questa riforma "epocale", mi sarà consentito? Che ne pensa? La ringrazio anticipatamente per le sue ulteriori risposte e Le faccio i migliori auguri per il futuro

 
02/08/2010 - ... (Davide Mamone)

Per Gianni Mereghetti: Ringrazio lei per queste belle parole, sono felice che questa lettera sia stata apprezzata e interpretata nella maniera più adeguata. Per Michele Borrielli: Rispondendo a tutte le domande, singolarmente, mi dilungherei un pò troppo (forse non avrei neanche lo spazio necessario). Ciò che posso farle, è un discorso generale. Per essere un Liceo Scientifico, paradossalmente le materie scientifiche vengono "sottovalutate", a volte addirittura snobbate. Di attività in laboratorio ne abbiamo fatta poca, ma davvero poca; al di là dell'Oceano, nelle high-school, l'ora di scienze della terra/chimica/fisica/biologia viene concepita come ora di laboratorio a prescindere. E' raro stare in classe; anche le interrogazioni non vengono fatte tra i banchi, bensì tra gli strumenti di laboratorio. E si tratta di interrogazioni riguardanti esperimenti/attività compiute nel laboratorio stesso, dai medesimi alunni. in Italia, invece, avviene l'esatto contrario. Questo penso sia significativo; la signora Gelmini dovrebbe pensare a questo tipo di rivoluzione, piuttosto che continuare a tagliare fondi in maniera selvaggia, facendo proposte oscene e totalmente fuori dalla logica. Prendere esempio dai più bravi non sempre fa male; sarebbe bello che qualcuno, in questo Paese lo capisse.

 
02/08/2010 - GRAZIE (Gianni MEREGHETTI)

Grazie Davide per la tua lettera, per i tuoi giudizi così puntuali, per la tua lealtà. Che bello avere studenti così! E' quello che più stimo, questa decisione di andare al fondo di ogni cosa. Io insegnante ho bisogno di avere studenti come te che non me ne risparmiano una, che mi sfidano su ogni momento della vita scolastica, perchè è solo da un giudizio che io posso continuare ad imparare ad andare in classe con maggior intensità. Grazie poi perchè mi hai ridetto cosa uno studente desidera incontrare a scuola, un uomo che insegnando bene la sua materia lo sappia guardare con simpatia totale. Quello che tu hai scritto mi ha fatto venire in mente come don Luigi Giussani definisce l'insegnante: "se chi insegna -scrive don Giussani - fosse veramente cristiano, insegnerebbe con una precisione circa la verità di quel che dice, con un amore alla verità di quel che dice e, perciò, con più poesia ( poesia nel senso generale del termine); con più amore a chi ha davanti, perciò con più pazienza, con più adattabilità, pronto a valorizzare osservazioni che venissero dagli scolari, pronto a rispondere a domande insistenti, anche troppo analitiche, che gli scolari facessero: insomma, una disponibilità alle esigenze della scolaresca che si chiama carità". E' questo che io desidero essere ogni volta che entro in classe, e avere studenti come te mi aiuta. Grazie Gianni Mereghetti

 
01/08/2010 - sarebbe interessante chiedere a questo liceale... (Michele Borrielli)

...quante e quali esperienze di laboratorio ha effettuato nell'intero quinquennio di - nota bene - un Liceo Scientifico? Erano esperienze dimostrative o gli studenti hanno effettivamente personalmente operato in laboratorio, come si fa negli istituti tecnici e in buona parte dei Licei del resto del mondo? Il/la suo/a docente di Chimica era laureato in chimica? (Molto improbabile, visto che attualmente nei licei la quasi totalità di docenti di "scienze naturali" della attuale A060-futura A-46 non è laureata in discipline chimiche ma in scienze naturali o biologiche.) Ha avuto modo di confrontare il suo grado di preparazione in chimica con suoi coetanei di altri Licei di altre parti del mondo? Sa per caso se i docenti di chimica dei suoi coetanei di altri Paesi sono laureati in chimica, se hanno svolto le stesse esperienze laboratoriali alle quali ha avuto modo di partecipare? Pensa che sarebbe stato meglio per lui e i suoi compagni apprendere la chimica da un docente laureato in discipline chimiche, come accade per i suoi coetanei degli istituti tecnici, e anche dei futuri professionali, con abbondanza di esperienze laboratoriali? Pensa che si iscriverà ad un corso di laurea chimico? Ci sono tra i suoi compagni persone intenzionate a farlo? Pensa di aver tutti gli elementi per poter escludere una sua "vocazione chimica", o avrebbe preferito acquisire ulteriori elementi per poter meglio scegliere, anche da un docente laureato in discipline chimiche?