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SCUOLA/ 1. Gilda: perché il Regolamento non dice nulla dei prof non abilitati che stanno già insegnando?

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

 

In particolare abbiamo considerato sicuramente apprezzabili nel provvedimento:

1. il peso più consistente riconosciuto al sapere disciplinare e l’attenzione alle modalità della didattica disciplinare;

2. la definizione con maggiore chiarezza dei percorsi di formazione; la previsione di cinque anni per la scuola dell’infanzia e per la scuola primaria è di garanzia per il riconoscimento di un ruolo unico dei docenti;

3. il superamento dell’esperienza delle SSIS, che hanno creato ulteriori aspettative e tensioni nell’ambito del precariato della scuola;

4. il riconoscimento delle figure di tutoraggio, legate sempre all’insegnamento attivo, sia a livello di formazione universitaria che nei singoli istituti scolastici;

5. la previsione di un numero chiuso programmato per le varie aree disciplinari e per la scuola dell’infanzia e primaria; tuttavia si ritiene che la quota prevista all’art. 5, che definisce una maggiorazione del 30% del limite programmato degli accessi, debba essere ulteriormente aumentata anche per garantire la libertà individuale di scelta dei percorsi universitari.

 

Il provvedimento in analisi ha per oggetto la formazione, non il reclutamento. È un dato importante. L’abilitazione è un titolo che, pur con un’approssimativa programmazione dei numeri di accesso, non può automaticamente legittimare l’assunzione negli organici della scuola statale e pubblica in generale. Da qui è necessario immaginare modalità serie di reclutamento dei docenti a tempo indeterminato nello Stato partendo dalla necessità di programmare l’organico dei docenti dei vari ordini di scuola a livello regionale e/o provinciale. La Costituzione prevede che lo strumento per l’assunzione nel pubblico impiego sia il concorso pubblico. Dopo la formazione abilitante è necessario quindi prevedere forme concorsuali pubbliche per l’assunzione in cui è fondamentale reclamare un ruolo preponderante dei docenti in servizio attivo.

 

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