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SCUOLA/ 1. Gilda: perché il Regolamento non dice nulla dei prof non abilitati che stanno già insegnando?

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

 

Restringere eccessivamente il numero di accessi alla formazione abilitante può determinare elementi di selezione preventiva che porterebbero a legittimare aspettative al conseguimento quasi automatico all’abilitazione da parte di chi supera le prove di accesso, situazione che ha caratterizzato spesso l’esperienza non positiva delle SSIS. Si ribadisce che il titolo abilitante non deve determinare nessun automatismo nel reclutamento e che il titolo abilitante deve essere conclusione di un percorso in cui la selezione deve avvenire in itinere e soprattutto nella fase finale caratterizzata dall’esperienza di tirocinio.

 

Non ci convincono, invece, del disegno di legge i seguenti aspetti e sui quali riteniamo necessaria una opportuna e rapida revisione:

1. non è accettabile che la nomina del tutor per i tirocinanti sia affidata alla discrezionalità dei dirigenti scolastici senza definire formalmente e con modalità precise un albo regionale dei docenti tutor; mancano, inoltre, riferimenti a requisiti necessari per accedere alla funzione così come le indicazioni sul ruolo dei Collegio dei docenti o dell’attuale Comitato di valutazione;

2. rimane aperto il problema della ridefinizione delle classi di concorso soprattutto per le scuole superiori, con il rischio di una eccessiva ampiezza degli sbocchi delle lauree; il provvedimento deve essere quindi tarato sulla definizione delle future classi di concorso introducendo modelli di implementazione dei crediti formativi necessari all’insegnamento di discipline confluenti in nuove classi di concorso;

3. c’è una accentuazione degli aspetti accademici dell’organizzazione della formazione, aspetti che possono penalizzare fortemente il peso della valutazione del tirocinio da parte delle scuole nella fase della valutazione finale. Si propone pertanto di rafforzare il ruolo dei docenti e delle scuole soprattutto nei Tirocini Formativi Attivi;

4. si pone poco l’accento sulle competenze relazionali in presenza di portatori di handicap, competenze che dovrebbero, pur solo come base, essere comuni a tutti i docenti;

5. bisogna implementare il provvedimento inserendo percorsi di formazione specifica per gli Insegnanti Tecnico Pratici (anche con lauree triennali). La loro mancanza o carenza appare paradossale proprio quando aumentano i riferimenti alla centralità della didattica laboratoriale descritta nella riforma in atto;

 

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