BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ 1. Gilda: perché il Regolamento non dice nulla dei prof non abilitati che stanno già insegnando?

Pubblicazione:

Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

 

6. nelle possibilità di ammissione “in soprannumero al tirocinio” il provvedimento proposto prevede il privilegio per tutti coloro che abbiano conseguito un dottorato di ricerca o abbiano svolto per almeno due anni attività di ricerca scientifica nelle università; pur comprendendo i problemi di ricollocazione del personale impegnato nei dottorati di ricerca in vista dell’attuazione della riforma delle istituzioni universitarie, non è condivisibile prevedere che personale che può non avere mai affrontato problemi e contenuti inerenti la didattica nella scuola primaria o secondaria possa automaticamente essere inserito nel percorso di tirocinio;

7. mancano i riferimenti alla situazione dei docenti non abilitati che stanno già insegnando nella scuola; appare invece necessario ammettere “in soprannumero al tirocinio” nella fase transitoria i docenti non abilitati della scuola secondaria che già stanno insegnando nelle scuole pubbliche a seguito di regolare assunzione con contratto a tempo determinato. In conformità con il parere del CNPI e del Consiglio di Stato, si propone che l’ammissione operi di diritto con la presenza di un periodo di insegnamento di almeno 360 giorni effettuati, a nostro avviso, a partire dall’a.s. 2004-05. Resta fermo in ogni caso il principio relativo all’opportunità di adeguati livelli di selezione in uscita per chi effettua il percorso dei TFA. Non consideriamo opportuno invece prevedere percorsi agevolati all’accesso al tirocinio per i docenti non abilitati della scuola dell’infanzia e della scuola primaria, visto che da dieci anni è vincolante per il conseguimento dell’abilitazione la laurea nella formazione.

 

Pur con tutti di distinguo e le osservazioni critiche, consideriamo il regolamento un necessario passo in avanti rispetto alla situazione caotica che ha contraddistinto i percorsi di formazione e poi di reclutamento degli ultimi decenni. Siamo passati dal concorso ordinario ai corsi abilitanti, ai concorsi riservati, alle SSIS che sono diventate spesso occasione di speculazione per le università.

 

Definire chiaramente percorsi universitari, tirocini attivi nella didattica come elemento essenziale della formazione è dare certezza ed uscire da una situazione desolante che ha determinato spesso un abbassamento della qualità dell’insegnamento. Coniugare il processo di formazione e l’abilitazione ad un serio sistema di reclutamento fondato su logiche concorsuali selettive è la scommessa per l’immediato futuro.

Intanto abbiamo perso due anni senza dare risposte ai giovani che vorrebbero consapevolmente fare l’insegnante nella loro vita.

 

 

 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.