BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ 2. I presidi, "anello mancante" del nuovo Regolamento

Pubblicazione:

Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Caro direttore,

 

il continuo leggere di compiti che il vate di turno attribuisce a docenti, a legislatori, a “esperti didatti” mi induce a suggerire di inserire nelle pedine del gioco un corpo estraneo, una sottigliezza che ad oggi non mi risulta preso in considerazione da alcun “esperto”: il dirigente scolastico. La sua funzione è ritenuta nei vari scritti trasparente: non se ne parla perché si ritiene che sia meramente formale? Perché forse si occupa prevalentemente di aspetti amministrativi? O per un altro motivo?

 

Penso che l’errore di ritenere che il peso della scuola sia sulle spalle dei docenti dovrebbe essere corretto: il docente svolge il suo lavoro, come tutti, con una qualità che ad oggi non può essere ancora valutata. Tutti riconosciamo che, “ad occhio”, un docente è meglio di una altro ma su che criteri ci basiamo? Come dicevo, ad occhio.

 

L’unica modalità ad oggi permessa dal complesso di norme, normette, Ccnl, Ccni, Cir, note Miur, Regione, Asl, Mef, ecc. è quella che il dirigente può solo stabilire l’aderenza dell’azione di ogni suo docente alle indicazioni univoche che il collegio docenti delibera. Unitarietà delle modalità di erogazione del servizio, attinenza alle dichiarazioni di qualità proposta ad inizio anno, serietà nel rapporto con l’utenza, capacità di lavoro in team.

 

Questi aspetti li deve indirizzare il dirigente (dirigere = dare direzione, non decidere) ma poi li deve seguire perché siano effettivamente eseguiti. Il docente che si discosta da queste linee potrebbe essere sanzionato, nello stesso modo con cui il dirigente è esposto ad una miriade di possibili azioni sanzionatorie civili e penali, quasi sempre conto terzi.

 

Il regolamento attuale non considera la pesante responsabilità che nel processo formativo acquisisce il dirigente scolastico. Sembra quasi che il docente che vuole fare il tutor si presenti al Miur e questo lo baci in fronte per farlo diventare “tutor”. Sembra che basti essere anziano di servizio per fare il tutor (dato che mancano criteri valutativi del ruolo docente). Sembra che chi ha fatto prima il docente e poi ha pure vinto un concorso per dirigente non possa svolgere come (o forse meglio) lo stesso incarico. Sembra che l’università abbia parametri per scegliere le sedi scolastiche su cui appoggiare i tirocini per dare una qualità elevata all’azione formativa. Sembra che dieci anni di lavoro nelle SSIS debba essere cancellato senza adeguato dibattito per salvare il buono e buttare il cattivo.

 

Clicca >> qui sotto per continuare la lettera

  



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
06/07/2010 - L'anello mancante che ha generato lo sfascio (enrico maranzana)

Significativo il richiamo all'etimologia di dirigente che afferma la natura della sua funzione: indicare la direzione a un apparato finalizzato, gerarchicamente strutturato e articolato. Richiamo essenziale che ci riporta agli abitanti di flatlandia che, imprigionati nel loro spazio bidimensionale, non colgono l'idea, la natura e le proprietà della sfera. Il sistema educativo, di istruzione e di formazione, sia nei POF consultabili in rete, sia nello scritto qui commentato, è appiattito sul solo momento operativo (l'insegnamento), ignorate le funzioni e le responsabilità di natura strategica e tattica. La sistematica elusione della legge può essere osservata, ad esempio, negli ordini del giorno del collegio dei docenti in cui non sono mai stati previsti gli adempimenti relativi alla definizione degli obiettivi educativi, alla formulazione di ipotesi per il loro conseguimento, alla misurazione e alla capitalizzazione degli scostamenti tra obiettivi e risultati. Il succo di quanto è scritto è: lasciamo le cose come stanno e cerchiamo di conquistare potere all'interno della gerarchia che comanda la scuola: comanda la scuola e non la governa.

 
06/07/2010 - Selezione nella primaria? (Gianfranco Porcelli)

Non vedo come si possa parlare di "una seleziobe che dura cinque anni". Bene o male che sia, da un pezzo la scuola elementare/primaria non seleziona più! Quando la frequentavo io, circa il 25% dei preadolescenti di età 11-14 anni erano alle elementari come ripetenti e solo il 10% frequentava la scuola media o di avviamento professionale. Ma parlo di circa 60 anni fa! Per il resto è vero, il ruolo dei presidi è delicato e sottovalutato.