BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ I nuovi docenti? No alla guerra ideologica tra scuola e università

Pubblicazione:

Foto: Fotolia  Foto: Fotolia

L’invito sommesso, non ideologico e non polemico, che mi sento dunque di fare oggi è di mettere da parte differenze di accenti e di rispondere alle esigenze dei nostri studenti in modo pronto e responsabile, attraverso un provvedimento che certo, nel futuro, alla luce dell’esperienza, potrà essere modificato, ma che ora, proprio perché è fondato sull’antica e produttiva alleanza tra università e scuola, deve poter partire. Nella consapevolezza che creare artefatte dicotomie è negativo, e distruttivo, proprio per tutti.

 

Il progetto della “bozza Israel” sa che il rigore delle discipline non si pone in un astratto ed eburneo isolamento. Le Facoltà, umanistiche e scientifiche, si riferiscono infatti a una grande complessità di intrecci scientifici e didattici, dovendo al tempo stesso articolare, in modo intelligente e adeguato alle attuali esigenze epistemologiche e agli attuali bisogni sociali, le proprie tradizioni di studi sia con nuovi saperi sia con nuovi modi di sistemare e organizzare i cosiddetti saperi tradizionali.

 

Per tutti questi motivi, ed è l’esigenza comune, è necessario che le conoscenze dei nostri futuri insegnanti siano consapevoli della “complessità” della conoscenza stessa: consapevolezza che si può acquisire soltanto unendo i saperi disciplinari a una formazione specifica, da perseguire nello spirito di una “alleanza” antica, che da sempre combatte ipotesi “minimalistiche”, che non rispettano l’alto compito, culturale, civile e morale, che gli insegnanti sono chiamati a compiere.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
07/07/2010 - I veri maestri (Patrizia Truffa)

Vorrei ricordare che "vocazione, passione e sapere" molte volte ci sono stati insegnati proprio dai nostri professori universitari. Non era retorica chiamarli "maestri" perchè ci insegnavano con quanto amore, con quanta intelligenza, con quanta dedizione si dovessero preparare le lezioni e ci si dovesse occupare degli studenti. Siamo sicuri che anche oggi l'università offra questi modelli?

 
07/07/2010 - Vogliamoci bene .. e lasciamo le cose come sono (enrico maranzana)

L'esortazione conclusiva: "Combattere ipotesi 'minimalistiche', che non rispettano l’alto compito, culturale, civile e morale, che gli insegnanti sono chiamati a compiere" e la specificazione del percorso di formazione professionale del docente: "Quali sono le competenze (ma non sarebbe meglio dire conoscenze?) che deve avere un insegnante, come se le può procurare e come se ne certifica il possesso?" sono in rotta di collisione. Per ridurre il rischio di banalizzare "l'alto compito" sarebbe stato necessario abbandonare l'obsoleto modello di scuola trasmissivo, specialistico, su cui si fonda l'argomentazione, per seguire la via democratica che ha inizio dalla conoscenza e dal rispetto della legge. Quale rilevanza ha avuto, all'interno dei nuovi regolamenti/delle indicazioni/del percorso formativo del docente, la norma che finalizza il sistema educativo di istruzione e di formazione alla promozione delle capacità dei giovani ATTRAVERSO la conoscenza? Notazione che mette in pieno risalto il significato e la pericolosità della frase "Tutto il resto è ideologia, e non vale la pena parlarne". Significativo anche il fatto che l'accento è posto sulla complessità della conoscenza; il fatto che il governo di una scuola finalizzata alla promozione dell'apprendimento è un problema di dimensioni smisurate e che deve essere affrontato nel rispetto della dottrina dell'organizzazione, non è percepito.