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SCUOLA/ Quando italiano e matematica c’entrano con la vita. Storie di un’"In-presa" per tutti

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

 

Sunset Limited è un breve, ma intenso, racconto di C. McCarthy ricco di spunti interessanti per chi vuole percorrere l’avventura educativa nell’insegnamento. «Nero: A che servono idee del genere [si riferisce all’istruzione del Bianco] se poi non riescono a farti tenere i piedi incollati per terra quando arriva il Sunset Limited [il treno sotto il quale il Bianco ha tentato di suicidarsi] a centotrenta all’ora?» (Cormac McCarthy, Sunset Limited, Einaudi, p. 22). È l’uso delle materie al servizio della coscienza della realtà.

 

Così insegnanti e allievi divengono costruttori della scuola come di una grande opera: «Cara Emilia, per descriverti questi miei anni a In-presa mi è venuto in mente un esempio di F. Michelin che abbiamo letto in classe […] Anche tu, cara Emilia, l’hai costruita questa cattedrale, e questa cattedrale è la nostra scuola. Io la chiamo nostra perché dopo tre anni anch’io ho potuto aggiungere quel tassello importante per farla diventare mia!». (Riccardo)

 

 

 



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COMMENTI
08/07/2010 - scuole professionali (nicola itri)

Sono belle queste parole dei ragazzi che hanno avuto "l'occasione" di frequentare la scuola professionale In-presa. Ho avuto l'opportunità di conoscere un'altra scuola professionale simile a quella di In-presa, a Inveruno, in Lombardia, e penso che in Italia l'istruzione professionale necessiti indubbiamente di queste scuole, non necessariamente statali, sorte in Lombardia, ma presenti già in tutto il territorio nazionale, dove l'attenzione alla persona è coniugata ad una sera preparazione professionale dei ragazzi.

 
08/07/2010 - Interpretare i messaggi, cardine dell'insegnamento (enrico maranzana)

"Attraverso la matematica, l’italiano, l’inglese, il laboratorio possano essere suscitati cuori che domandano" non sintetizza quanto illustrato che invece si caratterizza per il prima "c’ero io, (poi) la scuola e delle persone pronte a venirti incontro". Si tratta di un nodo critico, che origina il gran rifiuto che si manifesta nel momento in cui, negli ultimi anni della primaria, si inizia a chiedere ai bambini di ADEGUARSI alla conoscenza disciplinarmente strutturata. I cuori che domandano esigono risposte da ricercare all'interno delle discipline (prima il problema poi la conoscenza), i cuori che esprimono tensioni cognitive devono essere aiutati a formulare precise domande (la specificazione del risultato da conseguire genera motivazione), i cuori che domandano devono essere affiancati in laboratorio per percorrere rigorosi itinerari di ricerca (per un'immagine delle discipline non appiattite sul solo aspetto delle conoscenze (A. Einstein diceva essere cosa morta) ma che metta in risalto la sua evoluzione fatta di problemi e di metodi risolutivi). Stridente appare il contrasto con quanto vivono gli studenti in classe: è premiato chi segue puntualmente la via tracciata dal docente che utilizza il laboratorio come momento di verifica delle teorie che illustra cattedraticamente, che usa i nuovi mezzi di comunicazione come le LIM, per consolidare il tipico rapporto medico-paziente.