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SCUOLA/ Lo statalismo che avversa le paritarie andrà mai in vacanza?

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Bisogna fare attenzione, però, perché non accada che - pur con le migliori intenzioni - si finisca per peggiorare una legge che, pur con tutti i limiti che la caratterizzano (soprattutto di natura economica), tuttavia ha permesso l’affermarsi del riconoscimento (almeno sul piano formale) del valore pubblico del servizio offerto dalle scuole paritarie, dando una motivazione in più, stavolta di tipo giuridico, alle correnti politiche trasversali oggi favorevoli a una piena attuazione della libertà di scelta educativa.

 

Perché si possa mettere mano alla legge 62/2000 senza correre il rischio che “un certo” statalismo, ancora persistente anche nelle attuali scelte ministeriali, ne condizioni il testo, è dunque necessario che tale processo avvenga con il concorso diretto delle realtà che sono impegnate in prima linea nell’ambito della parità scolastica, prime fra tutte le associazioni che fanno parte della Commissione Parità del MIUR.

 

Non sappiamo se si tratta solo di esternazioni estive o di reali intenzioni, saranno i prossimi passi del Ministro a chiarirlo. Ma se c’è una concreta intenzione di sostenere lo sforzo della società civile affinché i nostri giovani possano appassionarsi all’avventura della conoscenza, questa non può che passare innanzitutto attraverso il consolidamento degli esigui finanziamenti previsti (e poi tagliati!) per le scuole paritarie. E, già su questo banco di prova, la situazione appare abbastanza in chiaroscuro…Anzi, più scuro che chiaro.

 

Se può rassicurare, infatti, la conferma del ripristino dei 130 milioni di euro per il 2010 (di cui però è assolutamente urgente l’erogazione), meno confortante appare la successiva affermazione che il Ministero “non è ancora in grado di stabilizzare negli anni il contributo previsto per le scuole paritarie”. Eppure, lo stesso ministro ha riconosciuto che “il problema delle risorse si risolve cercando innanzitutto di ottimizzarne l’impiego e di favorire un utilizzo più virtuoso”.

 

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